In una lettera del Cdl di Austrade per l’Italia al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Aspi scrive al governo che se la norma sulle concessioni autostradali inserita nel testo del decreto milleproroghe venisse effettivamente adottata «Aspi riterrà verificati i presupposti per la risoluzione di diritto della Convenzione Unica, ai sensi dell’Art. 9 bis». «Autostrade per l’Italia -si legge nella letteraa- ha appreso da organi di informazione che il Consiglio dei Ministri nella seduta del 21 dicembre, in sede di adozione del decreto legge c.d. ‘Milleproroghè, avrebbe approvato (con la formula salvo intese) delle disposizioni in materia di concessioni autostradali finalizzate, tra l’altro, a modificare ex lege alcune clausole della vigente Convenzione Unica di Autostrade per l’Italia (a suo tempo approvata con legge) in ordine alla revoca, decadenza o risoluzione meglio specificate nella bozza di decreto legge». «Il CdA di Autostrade per l’Italia ha preso in esame detto testo e, pur non potendo conoscere la versione definitiva delle disposizioni, ha ritenuto come già sottolineato da Aiscat che lo stesso presenti rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee. Per tale ragione la società sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa in termini di legittimità costituzionale e comunitaria delle disposizioni normative in merito ai principi di affidamento, di libertà di stabilimento e di concorrenza, di proporzionalità e di ragionevolezza», si sottolinea nella missiva.