Lasciamo da parte il dibattito, stucchevole su vaccinati e non vaccinati, sulle responsabilità morali e civili di questi ultimi. Lasciamo da parte le manifestazioni di protesta anti green pass e i loro protagonisti. Partiamo invece dalla testimonianza, emblematica, di un lettore. Che ci racconta come si sia ritrovato per caso – a Roma – alla inaugurazione di un locale, in mezzo a un centinaio di persone e di come tre giorni dopo l’organizzatore della festa gli abbia telefonato avvertendolo che aveva sviluppato il Covid. Pur essendo vaccinato. Il suddetto aveva avvertito la Asl, il medico curante e, personalmente, tutto coloro che aveva personalmente invitato all’evento. Atteggiamento corretto. Aggiungiamo che per quanto abbiamo potuto verificare la Asl si è completamente disinteressato della vicenda dell’assistito, il quale ha provveduto autonomamente a far tamponare moglie e figli (tutti negativi) e a curarsi in casa con tutti gli accorgimenti del caso. Informato della cosa il lettore si è precipitato a fare il tampone (quello serio, non il test rapido e non completamente affidabile) ed è risultato negativo. Come da prassi quel referto deve essere stato necessariamente girato alla piattaforma informatica regionale, quella stessa che dovrebbe rappresentare l’ossatura della green card. Ma il lettore sottolinea: a) La Asl avvisata dall’organizzatore della festa non doveva tracciare tutti i convenuti? Lui certo non è stato rintracciato né tracciato, se non avesse provveduto autonomamente sarebbe rimasto nel limbo; b) non gli risulta che altri presenti a quella festa siano stati rintracciati e tracciati; c) un centinaio di potenziali inconsapevoli “untori” sono rimasti a “piede libero”, vaccinati o non vaccinati, contagiati o meno. E’ così che funziona il sistema? C’è da preoccuparsi. Posto che la variante del virus evidentemente non rispetta i vaccinati c’è da chiedersi se non ci siano sistemi più validi per far fronte alla minaccia. Il premier Draghi è stato strategicamente geniale, nella sua spregiudicatezza. Ha “ricattato” per un buon fine gli italiani minacciando di privarli della libertà di sedersi al bar e al ristorante. Ha lasciato che si aprisse una guerra di religione tra vaccinati e non (forse non ha valutato bene le conseguenze e ha lasciato che si varcassero i confini del buon gusto) confidando che fosse utile all’obiettivo finale. Ha raggiunto un obiettivo immediato, tutti a vaccinarsi, convinti o obtorto collo. Chi governa deve andare dritto allo scopo, imbarcarsi nell’analisi dei distinguo significa fare melina e non concludere.  Ma è abbastanza evidente che si sia trattato di una mossa tattica. Se l’emergenza fosse stata di quelle serie, con la prospettiva di valanghe di contagiati, di ricoveri, di decessi provvedimenti restrittivi di qualsiasi genere andavano adottati nel giro di 24 ore. Sono stati invece concessi quindici giorni ai gestori dei ristoranti e dei bar, oltre che agli avventori per adeguarsi alla novità. Ma in queste due settimane il virus è in libera uscita? O è così pericoloso o non lo è affatto, inutile nascondersi dietro un dito. Sempre addosso ai ristoratori, caricati di responsabilità eccessive. Ma perché il green pass non viene adottato nei centri commerciali e nei negozi, visto che questa variante è contagiosissima? Perché non imporre a tutti e subito la mascherina dovunque? Vuol dire che gli stessi super-esperti sotto sotto sanno che il pericolo è relativo? E dunque si continua a considerare – ovviamente a torto – l’opinione pubblica italiana una massa di superficiali subculturati . In questi giorni c’è stato un boom vaccinale ma non l’esplosione del contagio e dei ricoveri. Le terapie intensive sono rimaste stabili. Significa qualcosa? Intanto un numero rilevante di vaccinati si è trovato alle prese con il Covid (lieve, per carità, ma sempre di contagio si tratta). Cosa si deve pensare? Che forse i problemi sono altri? E’ più semplice allinearsi al pensiero guida istituzionale, vaccinarsi per salvare il paese, vaccinarsi per impedire la terza, la quarta ondata, obbligare a vaccinarsi tutti in sanità e a scuola.
No comment. Concentriamoci sui controlli, sui test, sui tamponi. Perché non inseguire il virus per strada, nelle case, negli spazi comuni, cercando gli asintomatici e i contagiati per isolarli e stoppare così il diffondersi ulteriore del Covid? Il governo ha fatto capire che una azione calmieratrice sui costi si può realizzare, il coinvolgimento dei privati è possibile e auspicabile. Abbiamo scoperto il disagio delle task force di operatori sanitari che vengono trattati come poliziotti invadenti mentre cercano di seguire le tracce del virus, abbiamo scoperto che molti giovani e giovanissimi tacciono sulla loro presenza in cluster conclamati per evitare controlli e quarantene, spesso coperti dai genitori. Non sarà il caso di lavorare in queste direzioni, di colpire chi si mette e mette gli altri nei guai? Ancora, e in conclusione. Ci sono centinaia di migliaia di cittadini, sorretti da certificati e pareri medici, che ritengono pericoloso sottoporsi al vaccino per via di patologie acclarate. Vanno rispettati. E più rigorosi devono essere i controlli anamnestici per chi si vaccina spesso senza essere consapevole dei pericoli. Ma questo tipo di informazioni non vengono diffuse, analizzate, spiegate al popolo. E nessuno spiega perché