“Per porre fine a questo terribile conflitto, sarà inevitabile un compromesso, ma sono assolutamente convinta che la fine della guerra non debba coincidere con la resa di Kiev e la vittoria di Mosca”. Così dichiara Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori, in un’intervista al Foglio, anticipata oggi.
Marina Berlusconi sottolinea che l’Ucraina ha diritto alle garanzie necessarie per la sua sicurezza e indipendenza. Secondo la primogenita di Silvio Berlusconi, “una pace fatta sulla pelle di Kyiv e dell’Europa non si potrebbe considerare un bene”. Inoltre, se l’Europa venisse esclusa dalla soluzione del conflitto, dovrebbe compiere una seria autocritica.
Parlando delle politiche dell’ex presidente USA, Berlusconi afferma che, sebbene i suoi primi interventi abbiano portato vantaggi immediati agli Stati Uniti, a lungo termine la sua strategia rischia di frammentare la comunità occidentale. “Spero davvero che il Paese che è sempre stato il principale garante dell’Occidente non abbia ora un presidente che ambisce a diventare lui il ‘rottamatore’ dell’Occidente stesso”, ha dichiarato.
Nell’intervista, Marina Berlusconi si scaglia anche contro le grandi aziende tecnologiche, accusandole di concorrenza sleale e di aver imposto nella vita quotidiana “la dittatura dell’algoritmo”. Secondo la presidente di Fininvest e Mondadori, il potere delle Big Tech sta alterando profondamente il mercato e la società, e richiede maggiore regolamentazione. L’intervista completa sarà pubblicata domani su Il Foglio.










