Situazione critica a Lipari e nel Reggino, dove la furia dell’acqua ha trascinato automobili e danneggiato le strade. A Bari allagata la cripta della basilica di San Nicola, mentre nel Lazio Anzio e Nettuno chiedono lo stato di calamità. Per domenica 11 ottobre previsto un graduale miglioramento, ma resta alta l’attenzione sul rischio idrogeologico.
ROMA – Piogge torrenziali, esondazioni, smottamenti e infrastrutture danneggiate. Una violenta ondata di maltempo sta attraversando il Centro-Sud Italia, lasciando dietro di sé abitazioni invase dall’acqua, strade impraticabili e numerose famiglie costrette ad abbandonare le proprie case. Le situazioni più difficili si registrano tra Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Lazio, dove centinaia di interventi di soccorso hanno impegnato vigili del fuoco, Protezione civile e amministrazioni locali.
La perturbazione, che tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre ha interessato vaste aree della Penisola, ha evidenziato ancora una volta la vulnerabilità dei territori davanti a precipitazioni particolarmente intense e concentrate in poche ore.
Secondo il bollettino della Protezione civile nazionale, per domenica 11 ottobre permane l’allerta arancione per rischio temporali e idrogeologico in alcune zone della Puglia, soprattutto nel Salento e nei bacini del Lato e del Lenne. Allerta gialla anche in Campania e in settori di Abruzzo, Molise, Calabria, Sicilia e della stessa Puglia.

Tra le località maggiormente colpite figura Lipari, nell’arcipelago delle Eolie, dove un temporale di eccezionale intensità ha provocato nella notte l’esondazione dei torrenti Ponte e Valle.
La fase più violenta del nubifragio si è concentrata tra l’una e l’una e quaranta del mattino. In pochi minuti, grandi quantità di acqua, fango e detriti si sono riversate sulle strade, raggiungendo abitazioni, attività commerciali e il porto di Sottomonastero.
Decine di case sono state allagate e numerosi veicoli sono rimasti intrappolati nel fango. I vigili del fuoco sono intervenuti anche per prestare soccorso ad automobilisti in difficoltà e per liberare alcune famiglie impossibilitate a uscire dalle proprie abitazioni.
Particolarmente complessa la situazione portuale: i materiali trascinati dai torrenti fino al mare hanno ostacolato le manovre dei mezzi di linea, causando difficoltà nei collegamenti marittimi.
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha assicurato di seguire l’evoluzione dell’emergenza mantenendo contatti con il sindaco di Lipari e con la prefettura di Messina.
Nel resto della Sicilia si registrano ulteriori danni, soprattutto nel Trapanese, dove violente trombe d’aria hanno reso necessario l’allontanamento di undici famiglie dalle proprie abitazioni.
La perturbazione ha colpito duramente anche la Calabria, dove temporali di forte intensità hanno interessato sia le aree costiere sia quelle interne.
La situazione più grave viene segnalata a Melito di Porto Salvo, nel Reggino, dove una vera e propria bomba d’acqua ha trasformato diverse strade in torrenti.
La forza dell’acqua ha trascinato automobili verso il mare, abbattuto muri e compromesso la viabilità. Fango e detriti hanno invaso numerosi tratti stradali, rendendo difficoltosi gli spostamenti e le operazioni di ripristino.
Il sindaco Tito Nastasi ha descritto una situazione di estrema difficoltà per la comunità, annunciando la richiesta ufficiale dello stato di calamità naturale.
I problemi hanno interessato anche i servizi essenziali. L’elevata torbidità delle acque, conseguente alle precipitazioni, ha causato l’arresto temporaneo di alcuni impianti di potabilizzazione gestiti da Sorical, tra cui quelli di Crocchio, nel Catanzarese, e Casali, nella Presila cosentina.
Disagi sono stati segnalati anche a Reggio Calabria, dove improvvisi sbalzi di tensione elettrica hanno interferito con il funzionamento di alcuni impianti idrici.