Via libera del Consiglio dei ministri al decreto urgente per fronteggiare l’aumento del gasolio. Oltre 105 milioni destinati all’autotrasporto, 60 milioni all’agricoltura e 10 milioni alla pesca. Previsti anche interventi sui leasing e sui costi del trasporto merci. Meloni condanna le intimidazioni, mentre in Campania proseguono le proteste e i disagi nella distribuzione dei carburanti.

ROMA – Un intervento straordinario da oltre 175 milioni di euro per sostenere le imprese colpite dal caro carburanti e favorire il ritorno alla normalità dopo giorni di proteste e blocchi stradali, soprattutto nelle regioni meridionali. È la risposta del Governo alla mobilitazione degli autotrasportatori, che ha provocato pesanti ripercussioni sulla circolazione delle merci, sui rifornimenti di carburante e sulla distribuzione dei prodotti alimentari.

Il Consiglio dei ministri ha approvato giovedì 22 ottobre un decreto-legge contenente misure urgenti per i comparti dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. L’obiettivo è fornire liquidità alle aziende, compensare almeno parzialmente l’aumento dei costi energetici e scongiurare ulteriori interruzioni delle attività produttive.

L’Esecutivo cerca così di rispondere alle difficoltà delle imprese, ma mantiene una posizione di fermezza nei confronti delle forme di protesta che impediscono la libera circolazione.

La quota più consistente del nuovo stanziamento è destinata agli autotrasportatori, particolarmente penalizzati dall’aumento del prezzo del gasolio, una delle principali voci di costo per le imprese del settore.

Il decreto prevede ulteriori 45,2 milioni di euro per rafforzare il credito d’imposta relativo al carburante acquistato tra marzo e agosto 2026. Le risorse complessive disponibili per questa agevolazione salgono così a circa 480 milioni di euro.

A questi si aggiungono 60 milioni destinati a compensare i maggiori costi sostenuti dal 1° settembre al 5 ottobre 2026.

Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha annunciato l’avvio delle prime erogazioni, precisando che circa 2.000 imprese dovrebbero ricevere i crediti d’imposta nei rispettivi cassetti fiscali entro la prossima settimana.

Complessivamente, per il periodo fino alla fine di agosto, la misura dovrebbe interessare circa 32.000 aziende.

Il provvedimento introduce anche strumenti per alleggerire gli impegni finanziari delle aziende di autotrasporto, con particolare attenzione ai piccoli operatori proprietari di pochi mezzi.

Tra le misure figura la possibilità di sospendere il pagamento dei canoni di leasing dei veicoli fino alla fine di marzo 2027, offrendo un margine di liquidità alle imprese maggiormente esposte alla crisi.

Un’altra novità riguarda la ripartizione dei maggiori costi del carburante tra gli autotrasportatori e i committenti dei servizi di trasporto.

L’obiettivo è evitare che l’intero incremento del prezzo del gasolio ricada esclusivamente sulle aziende che movimentano le merci, attraverso meccanismi di adeguamento dei corrispettivi.

Il ministro Matteo Salvini ha sottolineato la volontà del Governo di sostenere soprattutto i piccoli imprenditori del settore, spesso proprietari di due, tre o quattro camion, per i quali i rincari possono compromettere la sostenibilità economica dell’attività.

Il decreto interviene anche a favore di due comparti strategici per l’economia nazionale: agricoltura e pesca.

Per le imprese agricole vengono stanziati 60 milioni di euro sotto forma di contributi a fondo perduto, destinati a compensare parte delle spese per il carburante sostenute dal 1° giugno al 15 ottobre 2026.

Il contributo corrisponde al 20% della spesa documentata, fino a un massimo di 45 centesimi per litro.

Secondo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, la misura permetterà di sostenere l’acquisto di circa 121 milioni di litri di carburante agricolo, aggiungendosi ai 100 milioni già precedentemente destinati al settore.

Per la pesca sono invece previsti altri 10 milioni di euro, con contributi pari al 10% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante nello stesso periodo.

La gestione degli aiuti agricoli sarà affidata ad Agea. Le modalità di presentazione della documentazione dovranno essere definite entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto, mentre i pagamenti sono previsti entro i successivi trenta giorni.

Tra le disposizioni inserite nel provvedimento compare anche il rinvio al 1° gennaio 2027 del contributo doganale sulle spedizioni di modico valore provenienti dall’estero, la cosiddetta tassa sui minipacchi.

L’entrata in vigore, prevista per il 1° dicembre 2026, viene quindi posticipata di un mese.

La decisione riguarda un settore strettamente collegato alla logistica e al commercio elettronico e concede agli operatori ulteriore tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni.

Nonostante gli interventi annunciati, la mobilitazione degli autotrasportatori non si è ancora completamente conclusa.

In diverse regioni del Mezzogiorno, tra cui Sicilia, Puglia, Basilicata, Molise e Calabria, si registrano segnali di progressivo allentamento delle proteste, sebbene la situazione non risulti ovunque completamente normalizzata.

Le maggiori criticità permangono in Campania, dove alcuni gruppi di manifestanti continuano a presidiare nodi strategici della viabilità e della distribuzione.

A Napoli le proteste hanno interessato anche gli accessi ai depositi e agli impianti di rifornimento, ostacolando il movimento delle autocisterne e contribuendo alle difficoltà di approvvigionamento di benzina e gasolio.

I disagi si sono estesi alla distribuzione alimentare, con difficoltà nel rifornimento dei supermercati e conseguenze anche per alcuni servizi di trasporto pubblico.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la disponibilità dell’Esecutivo ad ascoltare le richieste delle categorie economiche, distinguendo però le manifestazioni pacifiche dai comportamenti intimidatori.

La premier ha denunciato episodi di minacce nei confronti degli autotrasportatori intenzionati a proseguire regolarmente il lavoro e danneggiamenti ai mezzi.

Il Governo ha assicurato che saranno utilizzati gli strumenti previsti dalla legge per tutelare la circolazione delle persone e delle merci e impedire che i blocchi provochino ulteriori danni all’economia.

Resta inoltre aperta la possibilità di adottare ulteriori provvedimenti qualora le interruzioni dei collegamenti dovessero proseguire.

L’approvazione del decreto ha raccolto valutazioni differenti tra le rappresentanze del mondo produttivo.

Le associazioni dell’autotrasporto iscritte all’Albo hanno accolto favorevolmente la rapidità dell’intervento governativo, riconoscendo l’importanza delle nuove risorse per affrontare l’emergenza.

Soddisfazione è stata espressa anche da Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, che ha apprezzato la disponibilità dell’Esecutivo a fornire risposte alle difficoltà economiche del comparto.

Più critica la posizione di Confimprenditori. Il presidente Stefano Ruvolo ritiene che gli interventi rischino di produrre benefici temporanei, senza affrontare le cause strutturali che rendono particolarmente elevati i costi dell’autotrasporto.

Preoccupazioni arrivano anche dal Codacons, che richiama l’attenzione sulle possibili conseguenze per i consumatori. L’associazione teme che il trasferimento di parte dei rincari ai committenti possa riflettersi sui prezzi finali dei prodotti trasportati su gomma.

Il decreto rappresenta un primo passo per contenere gli effetti dell’emergenza, ma la sua efficacia dipenderà dalla rapidità con cui le risorse arriveranno alle imprese e dalla ripresa regolare della circolazione delle merci.

La crisi ha infatti evidenziato quanto il trasporto su strada sia determinante per il funzionamento dell’economia nazionale: dalle forniture ai supermercati ai carburanti, fino alle attività industriali e agricole.

Nei prossimi giorni sarà quindi fondamentale verificare se le nuove misure riusciranno a favorire la cessazione dei presidi ancora attivi e a garantire la piena ripresa delle consegne.

La questione centrale resta quella dei costi strutturali del trasporto merci: superata l’emergenza immediata, il confronto tra Governo e categorie economiche dovrà affrontare la sostenibilità del settore e il rischio che ulteriori rincari finiscano per pesare sui bilanci delle famiglie italiane.