di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- E’ stata inaugurata questa mattina, alle 10,30, in piazza del Plebiscito, la nuova plasma emoteca che l’Avis provinciale ha ristrutturato ed adeguato, alla presenza delle massime autorità civili, sanitarie e militari. Oltre al direttivo Avis con il presidente dell’Avis provinciale di Viterbo, Luigi Ottavio Mechelli, erano presenti il il vescovo di Viterbo, Mons. Fumagalli, il commissario prefettizio Scolamiero, il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, il prefetto Giovanni Bruno, il questore Sant’Elia, il comandante del comando provinciale dei Carabinieri di Viterbo, Col. Andrea Antonazzo, il responsabile delle politiche sanitarie del Lazio Massimo Zavaglia, Vincenzo De Angelis, direttore del centro nazionale del sangue, la direttrice generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti, il presidente della Cri di Viterbo, Marco Sbocchia, l’assessore regionale Alessandra Troncarelli, il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, il presidente della Confartigianato di Viterbo, Andrea De Simone, le autorità militari e tutti i labari dell’associazione. Il presidente Mechelli ha detto: “Abbiamo in piazza oggi diversi labari in rappresentanza delle 65 sezioni che compongono la nostra Avis provinciale per questo importante, momento che aspettavamo da anni, che abbiamo concordato già da tempo e pensato sia con la dott. Donetti che con il presidente provinciale precedente Diego Buffaroni. Questo mezzo che è della Asl è stato da noi ristrutturato e approntarlo con dentro dei macchinari di ultima generazione dei separatori cellulari per poter raccogliere il plasma in tutta la provincia. Questa operazione è stata fatta grazie alla ditta Mastervam che oggi è qui presente, in rappresentanza la signora Lopez Vincenza. Già abbiamo dei tester di prova sulla provincia per capire come aggiustare il tiro nelle raccolte e far funzionare meglio le attrezzature e migliorarci nella velocizzazione della raccolta del plasma. Iniziamo oggi ufficialmente dopo il taglio del nastro con la raccolta del plasma in tutta la provincia secondo il calendario che stiamo mettendo a punto”.

Il direttore generale della Asl, Donetti ha riferito: “E’ una giornata molto importante perché questa è la seconda plasma emoteca in Italia, la prima è in Friuli. E’ un percorso importante che completa l’attività di collaborazione tra noi e l’Avis. Insieme facciamo attività rilevante per la raccolta ed abbiamo dei punti di raccolta molto importanti ed abbiamo raggiunto insieme obiettivi di rilievo regionale La plasma emoteca ci renderà ancora più performanti sul nostro territorio”.

La dottoressa Silvia Da Ros del centro trasfusionale della Asl di Viterbo ha aggiunto: “Mi accingo a fare il mio terzo anno qui, a Viterbo e ringrazio la direttrice Donetti e l’Avis per aver costruito questo progetto innovativo e questo ci rende orgogliosi. La plasma emoteca è costituita da tre poltrone munite di ogni confort, con una presa usb per la ricarica del cellulare, per potersi vedere un film. La donazione dura circa 40 minuti. Sappiamo che il Lazio è in sofferenza sia per donazione di plasma che di sangue e che riceve anche immigrazione da parte del sud Italia La donazione di plasma l’abbiamo già implementata nel centro e questo mezzo non farà che contribuire a questo scopo”.

“La donazione di sangue non è una cosa da poco – ha spiegato il responsabile delle politiche sanitarie del Lazio Massimo Zavaglia – Donare sangue non è una cosa semplice, donare il plasma lo è ancora di meno. La plasma emoteca non è nient’altro che un valore aggiunto. Se ci dovesse stare l’università del volontariato e della donazione a Viterbo si dovrebbero fare solo i master. Oggettivamente avere un mezzo del genere che andrà in ogni singolo comune vuol dire implementare il plasma. Viterbo con questo mezzo non farà che alleviare questa carenza”.

Il direttore del del centro nazionale del sangue, Vincenzo De Angelis ha ricordato come autosufficienza vuol dire raccogliere 40 donazioni ogni mille abitanti e 18 kg di plasma. “Il Lazio non ha questi numeri e sono certo che con questa plasma emoteca a Viterbo si raccoglieranno questi 28 kg di plasma ogni mille abitanti. Un merito per Viterbo e mi auguro che questo sia un buon esempio contagioso. Ci vogliono istituzioni accorte che capiscano il bisogno, un volontariato del sangue capace di penetrare all’interno delle organizzazioni civili e religiose e poi ci vogliono i professionisti seri, capaci. Il sangue si preleva come un dono ma finisce come medicinale. Ho solo una richiesta: quelle ruote le voglio vedere consumate”.

Il Vescovo Lino ha detto: “Questa semplice inaugurazione ci dice che la solidarietà rende migliore il mondo, ma ha bisogno della sinergia di tutti. E’ bello pensare che al nord efficientista ci sia Lazio terrone ad avere questo mezzo, è motivo di orgoglio. La solidarietà costa poco ma salva vita di molti lo stiamo vivendo con generosità nell’esperienza Ucraina. Ciascuno può fare la propria parte e mi auguro che questo momento sia un momento di crescita. La vita implode se pensiamo solo a noi stessi”.

L’assessore Troncarelli ha rimarcato: “E’ un momento importante. Questa plasma emoteca è un punto di riferimento, la seconda su tutto il territorio nazionale ed è un messaggio di speranza. Donare significa dar vita e faccio plauso all’Avis che trasmette gioia del donare anche ai ragazzi. Noi istituzioni dobbiamo lavorare per conivolgere tutte le energie”.

Il presidente della Provincia, Romoli ha affermato: “Un’inaugurazione che evidenzia come la comunanza di intenti sia fondamentale. Essere qui oggi a portare questo servizio non ha parole né prezzo. Un orgoglio per questa provincia”.

Il commissario prefettizio Antonella Scolamiero ha riferito: “Viterbo sarà ora famosa non solo per santa Rosà e le Terme. Vorrei richiamare lo slogan che è scritto sulla plasma emoteca: “Una scelta che non costa nulla ma vale una vita”. Come comune pubblicizzeremo molto questo plasma emoteca”.

Mauro Marinelli dell’AVIS nazionale ha aggiunto: “Da tempo l’Avis nazionale ha sposato la plasmaferesi all’ interno dell’etica del dono. La plasmaferesi ha criticità, visto che il 30 per cento deve essere reperito sul mercato, quindi non può che plaudire a questa iniziativa per incrementare la donazione di plasma. Sono particolarmente orgoglioso di essere qui, come rappresentante di questo territorio. Questa bellissima giornata deve essere foriera di risultati che necessitano per la collettività”.

Il vescovo Lino ha, quindi, proceduto alla benedizione del mezzo e con il taglio successivo del nastro si è dato il via ufficialmente al lavoro della plasma emoteca.