di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Questo pomeriggio, presso la Questura, il neo questore Fausto Vinci ha voluto incontrare la stampa, dopo aver già incontrato il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, la sindaca Chiara Frontini e il prefetto Antonio Cananà. Vinci succede a Giancarlo Sant’Elia,

dal primo gennaio in pensione dopo 36 anni di carriera, gli ultimi due dei quali trascorsi nel capoluogo della Tuscia. Fausto Vinci ha lasciato la direzione centrale per gli affari generali e le politiche del personale della polizia di stato in veste di consigliere ministeriale aggiunto. Lo scorso 22 luglio Vinci è stato promosso dal consiglio di amministrazione per il personale della polizia di stato, su proposta del capo della polizia, direttore generale della pubblica sicurezza, a dirigente superiore della polizia di stato. “Oggi è il mio primo giorno – ha esordito il questore Vinci – e sono estremamente contento dell’incarico assegnatomi dal dipartimento. A Viterbo ci sono nato, perché mio padre lavorava a Valentano. Poi a sei mesi sono tornato a Roma. Mi è capitato di venire spesso in provincia e tornare a Viterbo è tornare alle mie origini”. Il questore ha poi sottolineato l’accoglienza molto positiva ricevuta da parte delle istituzioni incontrate. “Viterbo è una realtà molto viva ci sarà sicuramente da lavorare – ha proseguito- Cercherò di lavorare nel segno della continuità con il mio predecessore e cercheremo di migliorare dove possiamo. Ci sono problematiche di una città di provincia media italiana,  quindi problemi di ordine pubblico, di prevenzione, ma faremo di tutto per continuare a lavorare come è stato finora fatto e, se possibile,  migliorare soprattutto la percezione della sicurezza da parte della cittadinanza. Non vorrei fare troppe promesse, ma questo è l’inizio”. Vari gli incarichi ricoperti da Vinci nel corso della sua carriera, come lui stesso racconta: “Sono stato due anni e mezzo  vice questore a Brescia, durante la pandemia. E’ stata un’esperienza molto bella. Una realtà diversa rispetto a Viterbo, ma altrettanto interessante. E’ stato un lavoro intenso sia per i problemi di ordine pubblico, che di criminalità. Prima sono stato all’ispettorato a Palazzo Chigi, in qualità di responsabile della scorta del presidente del consiglio (ha gestito le scorte dei presidenti del consiglio Paolo Gentiloni e Giuseppe Conte, ndr.) e della vigilanza del consiglio”. Il questore Vinci ricorda di essersi occupato soprattutto di mafia e di ‘ndrangheta. In ambito di lotta alla mafia ha collaborato anche con il magistrato Nicola Grattieri. Nel pomeriggio il questore farà visita al Vescovo di Viterbo e poi nei prossimi giorni incontrerà le altre istituzioni. “Vorrei incontrare anche i rappresentanti delle varie organizzazioni sindacali, perché vorrei essere un punto di riferimento per tutte le realtà locali”. Infine, qualche battuta sulla Macchina di Santa Rosa: “L’ho vista da turista circa 12 anni fa. Ovviamente come questore il prossimo 3 settembre la vivrò sotto un’ottica diversa. Ci sarà la massima attenzione da parte di tutti. So che in quell’occasione l’impegno di ordine pubblico è significativo”.