Nell’ambito dell’assemblea annuale dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha dichiarato che le banche italiane mantengono ancora la maggioranza dei mutui a tasso fisso e possono allungare la durata dei mutui su richiesta per coloro che sono in regola con i pagamenti o effettuare surroghe. Queste dichiarazioni sono seguite alla recente proposta del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, di allungare le rate dei mutui a tasso variabile.

Patuelli ha sottolineato i rischi per il credito a imprese e famiglie dovuti ai repentini aumenti dei tassi di interesse e alla riduzione della liquidità, evidenziando che le banche si stanno impegnando a garantire livelli significativi di liquidità a medio e lungo termine nonostante le restrizioni imposte dalla Banca Centrale Europea (BCE). Ha anche menzionato i rischi di razionamento del credito che le banche stanno affrontando dopo l’esaurimento dei programmi europei di finanziamento.

Durante l’assemblea, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha previsto un moderato aumento del PIL nei prossimi mesi, considerando le condizioni di finanziamento più restrittive e il rallentamento del commercio globale. Tuttavia, ha sottolineato che le previsioni sono ancora caratterizzate da un’alta incertezza e da rischi orientati al ribasso.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato l’importanza e l’urgenza dell’allungamento della durata dei mutui a tasso variabile, affermando che l’impatto delle rate può essere insostenibile per le famiglie. Ha inoltre richiesto alle banche di adeguare rapidamente i tassi attivi sui depositi, poiché il settore bancario sta beneficiando di un contesto positivo in termini di utili, margini e liquidità grazie al rialzo dei tassi di interesse della BCE.

L’assemblea dell’Abi si è concentrata sul tema dell’impegno delle banche italiane in questa fase difficile per l’Italia e l’Europa. Gli interventi dei rappresentanti del settore bancario e del governo hanno evidenziato la necessità di cautela e prudenza nel valutare gli effetti delle politiche monetarie restrittive e di adottare misure adeguate per sostenere l’attività economica e le famiglie.