Le tensioni nel conflitto in Ucraina sono salite di nuovo all’attenzione internazionale dopo le accuse degli Stati Uniti riguardo all’uso di armi chimiche da parte dei russi. Si è segnalato l’utilizzo di cloropicrina, un agente soffocante, nelle operazioni di guerra, violando le convenzioni internazionali sul suo impiego.

Le forze di invasione russe continuano a progredire nel Donbass, impegnandosi in scontri pesanti intorno ad Avdiivka. Questo scenario preoccupa i sostenitori dell’Ucraina, tra cui la Francia, che sta considerando l’opzione di inviare truppe in caso di richiesta esplicita da parte di Kiev.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha denunciato l’uso di armi chimiche come una “metodologia di guerra”, sottolineando che questi casi non sono isolati. La cloropicrina, utilizzata per respingere le forze ucraine da posizioni fortificate, ha provocato irritazioni ai polmoni, agli occhi e alla pelle, oltre a sintomi come vomito e nausea.

Il Cremlino ha respinto le accuse come infondate, concentrandosi sui successi militari sul terreno. Tuttavia, gli scontri continuano ad intensificarsi, con segnalazioni di esecuzioni di soldati ucraini mentre cercavano di arrendersi.

Per contrastare l’avanzata russa, gli alleati occidentali stanno cercando di aumentare le forniture di armi all’Ucraina. Tuttavia, secondo il presidente francese Macron, potrebbe essere necessario considerare l’invio di truppe in caso di ulteriori avanzamenti russe e una richiesta esplicita da parte ucraina.

Le tensioni si estendono anche al di là del conflitto in Ucraina, con la NATO che esprime preoccupazione per le attività maligne della Russia in diversi paesi euro-atlantici. Nel frattempo, la Svizzera ha organizzato un vertice a cui la Russia non è stata invitata, suscitando reazioni da parte di Mosca.