La morte di Frank Stella ha lasciato un vuoto nel mondo dell’arte contemporanea. A 87 anni, lo spirito creativo di Stella non conosceva limiti, nonostante le operazioni alla schiena, al ginocchio e all’anca che avevano limitato la sua mobilità negli ultimi anni.

Celebre per aver guidato l’arte americana dalla fase dell’espressionismo astratto al minimalismo, Stella è deceduto a causa di un linfoma nella sua casa di Greenwich Village a Manhattan.

Fedele al suo mantra “ciò che vedi è ciò che vedi”, Stella ha sempre rifiutato interpretazioni dei suoi lavori, credendo che un quadro fosse semplicemente “una superficie piatta con sopra pittura, niente di più”. Anche nel 2015, quando il Whitney Museum gli ha dedicato una retrospettiva inaugurale dopo il trasferimento sulla High Line, Stella è rimasto fedele alla sua visione artistica.

La sua carriera, che si estende per sei decenni, è stata caratterizzata da una produzione vastissima di oltre 3.000 opere in costante reinvenzione. Dai suoi primi lavori, come i monumentali Black Paintings degli anni ’50, fino alle commissioni di arte pubblica come i murali per la Gas Company Tower di Los Angeles del 1991, Stella ha sempre dimostrato una fervida creatività.

La sua influenza si è estesa ben oltre gli Stati Uniti. Partecipando al padiglione americano alla Biennale di Venezia nel 1965, Stella si è distinto come l’unico minimalista in una schiera di star della pop art. La sua serie “Protactor”, ispirata da un goniometro e composta da 100 dipinti monumentali con semicerchi sovrapposti, lo ha reso un’icona nel mondo dell’arte.

Stella ha continuato a sperimentare con nuove tecniche e materiali, prendendo ispirazione da diverse fonti, come la disco-music negli anni ’70 e ’80 e le nuove tecnologie degli ultimi anni. La sua capacità di reinventarsi costantemente lo ha reso un punto di riferimento per generazioni di artisti.

Frank Stella era più di un artista: era un visionario, un innovatore e un’icona dell’arte contemporanea. La sua eredità vivrà attraverso le sue opere, che continuano a ispirare e a sfidare le convenzioni dell’arte.