Si è spenta una delle voci più riconoscibili della storia della televisione italiana. Peppino Mazzullo, attore e interprete che per 45 anni diede voce a Topo Gigio, è morto mercoledì 30 settembre nella sua abitazione di Santo Stefano di Briga, frazione di Messina. Aveva compiuto cento anni lo scorso 6 giugno, festeggiando il traguardo insieme alla comunità del paese nel quale era nato nel 1926 e dove aveva scelto di tornare a vivere dopo il ritiro dalle scene.
Per milioni di italiani il volto di Mazzullo era probabilmente meno conosciuto della sua voce. Quel timbro sottile, infantile e immediatamente riconoscibile contribuì infatti in maniera decisiva a trasformare Topo Gigio in uno dei personaggi più popolari della televisione del Novecento.
Dal 1961 un sodalizio durato 45 anni
Topo Gigio aveva debuttato in televisione nel 1959 e, nei primi tempi, aveva avuto anche la voce di Domenico Modugno. Fu però dal 1961 che iniziò il lungo sodalizio con Peppino Mazzullo, destinato a proseguire fino al 2006. RaiNews
Il pupazzo ideato da Maria Perego, insieme a Federico Caldura e con il contributo di Guido Stagnaro, trovò nella voce di Mazzullo una personalità precisa: ingenua, affettuosa, ironica, capace di rivolgersi contemporaneamente ai bambini e agli adulti.
Fu Mazzullo stesso a contribuire alla costruzione del linguaggio del personaggio. Tra le espressioni rimaste nella memoria collettiva c’è soprattutto il celebre “Ma cosa mi dici mai?”, che l’attore raccontava di aver inventato personalmente. Mazzullo spiegava inoltre di aver lavorato ai testi e di aver fatto largo ricorso all’improvvisazione durante le registrazioni. ANSA.it
Dalla Rai al successo internazionale
Con Topo Gigio, Mazzullo attraversò una parte importante della storia della televisione italiana. Il personaggio comparve nello Zecchino d’Oro, a Canzonissima, nelle trasmissioni Rai, nelle pubblicità e accanto ad alcuni dei personaggi più celebri dello spettacolo.
Memorabile anche il rapporto televisivo con Raffaella Carrà. Nel 1974 Topo Gigio interpretò con lei “Strapazzami di coccole”, brano firmato da Gianni Boncompagni e Franco Bracardi e rimasto tra i momenti più conosciuti della carriera televisiva del pupazzo.
Il successo varcò presto i confini italiani. Topo Gigio divenne presenza ricorrente anche negli Stati Uniti nell’Ed Sullivan Show, contribuendo a trasformare il personaggio italiano in un fenomeno internazionale. Mazzullo ricordava ancora a cento anni l’emozione di quelle esperienze e gli incontri con grandi protagonisti dello spettacolo americano.
La carriera di Peppino Mazzullo, tuttavia, non può essere limitata al celebre topolino.
Aveva mosso i primi passi nel Teatro Auditorium San Gaetano di Santo Stefano di Briga. Grazie a una borsa di studio ottenuta dopo l’interpretazione di un monologo, poté perfezionare la propria formazione all’Accademia d’Arte Cinematografica di Roma e successivamente all’Accademia d’Arte Drammatica di Milano. Da lì iniziò l’attività professionale in teatro e nella prosa Rai.
Allo Zecchino d’Oro interpretò inoltre Richetto, lo scolaro che faceva da spalla al Mago Zurlì di Cino Tortorella, altro personaggio rimasto nella memoria della televisione per ragazzi.
Dopo il ritorno in Sicilia, Mazzullo continuò a occuparsi di teatro. A Santo Stefano Briga, dove era rientrato stabilmente negli anni Duemila, fondò anche il Piccolissimo Teatro di Messina, dedicandosi alla formazione di giovani interpreti. Sky TG24
Il racconto del primo incontro con Topo Gigio
Negli ultimi mesi della sua vita Mazzullo era tornato più volte a raccontare il curioso legame che, secondo lui, aveva anticipato di decenni l’incontro con il personaggio che gli avrebbe cambiato la vita.
Ricordava che, quando aveva circa due anni, aveva visto un piccolo topo ai piedi del letto. La madre, per tranquillizzarlo, gli disse che poteva essere un “folletto” destinato a portargli fortuna.
Molti anni più tardi, entrando in contatto con Topo Gigio negli studi Rai, Mazzullo disse di aver provato una sensazione familiare. Prese il pupazzo tra le mani e cominciò spontaneamente a farlo parlare. Secondo il suo racconto, fu Gino Bramieri, presente in quel momento, a suggerirgli di non dimenticare quella particolare voce perché avrebbe potuto avere fortuna. ANSA.it
Una previsione che si rivelò esatta.
Soltanto a giugno la festa per i cento anni
Lo scorso 6 giugno, Santo Stefano di Briga aveva celebrato pubblicamente i cento anni dell’artista. La festa si era svolta in piazza San Giovanni con la partecipazione degli abitanti del paese e di esponenti dello spettacolo, tra cui Leo Valli, attuale voce di Topo Gigio, e il cantautore Franco Fasano.
Mazzullo aveva partecipato personalmente alla celebrazione e, nonostante l’età, aveva ancora una volta regalato al pubblico la voce del personaggio che aveva accompagnato quasi metà della sua vita artistica. Il Fatto Quotidiano
In quell’occasione aveva rivolto anche un pensiero alle nuove generazioni, invitandole a coltivare ciò che di positivo ciascuno porta dentro di sé e a trasformarlo in azioni che non facciano male agli altri.
A ricordarlo è stato anche il sindaco di Messina, Federico Basile, che ha definito Mazzullo una voce indimenticabile e un artista capace di lasciare un segno nella cultura e nell’immaginario italiani.
Il primo cittadino ha ricordato soprattutto il legame mai interrotto con Messina e il contributo con cui, attraverso la sua carriera, Mazzullo ha portato il nome della città nel panorama nazionale.
I funerali sono previsti giovedì 1° ottobre alle 15.30 nella chiesa di San Giovanni Battista a Santo Stefano Briga.
Con Peppino Mazzullo scompare così non soltanto l’interprete di un personaggio televisivo, ma uno degli artefici di un linguaggio entrato nella memoria collettiva italiana. Per quasi mezzo secolo la sua voce ha dato a Topo Gigio un carattere, un ritmo e un’identità capaci di attraversare generazioni diverse.
E proprio quella semplice domanda, “Ma cosa mi dici mai?”, rimane forse il modo più immediato per ricordare un artista che, restando spesso lontano dalle telecamere, riuscì comunque a diventare familiare a milioni di persone.