Aggressioni al personale del 118 e nei pronto soccorso, per un totale di circa 2.500 casi l’anno, soprattutto donne. Questi i dati del recente rapporto dell’INAIL, anche se per gli addetti ai lavori il dato sarebbe sottostimato. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci ha affermato: “Episodi di aggressione fisica e verbale a medici e infermieri, come quelli che si ripetono con sconcertante frequenza, non sono più ammissibili. Al personale sanitario va tutta la mia solidarietà e vicinanza; il Ministero della Salute metterà in atto tutte le iniziative necessarie a tutelare la loro incolumità. Da subito ho chiesto di efficientare le attività di monitoraggio e prevenzione dell’Osservatorio Nazionale così come intendo rendere nuovamente operativo il Comitato nazionale per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive”.  Anche Papa Francesco ha rivolto un appello perché’ a questi professionisti non vengano solo dedicate frasi di circostanza chiamandoli eroi, ma soprattutto attenzioni e risorse. L’ultima aggressione, in ordine di tempo, quella a Udine, che ha riguardato una specializzanda di 28 anni che ha subito un principio di strangolamento, sabato sera, mentre era di turno come guardia medica a Udine. L’aggressore era l’accompagnatore di un paziente a cui era stato consigliato di recarsi in Pronto soccorso per alcuni approfondimenti diagnostici. L’uomo ha dapprima minacciato la dottoressa e, quindi, le ha messo le mani al collo tentando di strangolarla prima di darsi alla fuga, dopo che una collega è prontamente intervenuta per difenderla. Dopo questo episodio, i sindacati Nursind e Uil Fpl hanno in programma corsi di autodifesa per il personale sanitario.