“Il Veneto è la regione che fa più tamponi in Italia. La media nazionale dei positivi sui tamponi è del 2,9%, il Veneto ha il 3,1%, l’Emilia-Romagna il 4,8%, la Calabria il 6,4, le Marche il 7”- ha affermato il presidente della regione Veneto, Zaia.In ventiquattro ore 20.497 nuovi contagi e 118 vittime per Covid-19. Sono i numeri più alti registrati finora in questa quarta ondata epidemica, mentre gli indicatori continuano a peggiorare: l’incidenza ha toccato quota 176 casi per 100mila abitanti, l’indice di trasmissibilità è stabile a 1,18 e le terapie intensive sono in sofferenza in un numero crescente di Regioni. Il quadro epidemiologico in Italia si aggrava, sia pure in ritardo rispetto ad altri Paesi europei e anche la Calabria passa da lunedì in zona gialla, dopo il Friuli Venezia Giulia e l’Alto Adige. Lo stesso governatore ligure Giovanni Toti ha dichiarato di  “non illudersi sulla possibilità di restare in zona bianca per il periodo natalizio”.

I dati giornalieri del bollettino del ministero della Salute segnano dunque un record negativo: nel nostro Paese non si toccavano infatti i ventimila contagi dal 3 aprile scorso, quando si registrarono 21.261 positivi. Per quanto riguarda invece i morti, che oggi sono stati 118, bisogna risalire al 28 maggio, quando furono registrati 126 decessi. Il tasso di positività è al 2,86%, in calo rispetto al 4% di ieri. Sono invece 816 i pazienti in terapia intensiva, cinque in più rispetto a ieri ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 6.483 (+150 in un giorno).

Sette Regioni hanno superato la soglia di allerta del 10% per i posti letto occupati in rianimazione per Covid e tutta l’Italia si classifica a rischio moderato, con 5 regioni che hanno però un’alta probabilità di passare a rischio alto (sono Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria, Marche e Veneto).