martedì, 21 Settembre 2021
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Allarme Lazio: “Abbiamo i frigo pieni di vaccini. Rischiano di scadere”

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Gli affanni per fare quadrare i conti tra prenotazioni (troppe) e vaccini (troppo pochi) che hanno scandito la primavera e la maggior parte dell’estate sono solo un lontano ricordo. Settembre si apre con i frigoriferi delle Asl pieni di fiale, tanto che due giorni fa la Regione ha scritto alle aziende territoriali per sondare le capienze dei mega congelatori nei quali sono stoccati i preziosi preparati anti-covid. “Ci troviamo per la prima volta davanti a un paradosso – riferiscono i medici delle Asl: – ci sono vaccini a non finire a fronte di una richiesta di iniezioni in calo, e i frigoriferi sono già quasi pieni. Tra un po’ non sapremo dove metterli”.

La conservazione delle fialette non è cosa da poco. Già, perché se a -70 gradi durano 3 anni, una volta scongelati, Pfizer e Moderna hanno una vita di 30 giorni. “Stiamo buttando dosi di vaccino un po’ tutti, soprattutto durante i junior day e le iniziative open – proseguono le fonti Asl – . In particolare lo spreco si concentra su Moderna, che conta ben 11 dosi per fiala. Spesso avanzano fialette a metà. E per quelle c’è ben poco da fare”.

I numeri delle somministrazioni sono in ribasso, ma non c’è da sorprendersi: il Lazio, che ieri ha toccato i 4 milioni (circa il 77% della popolazione over 12) è, come spiega l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato “una delle regioni europee che hanno vaccinato di più, con numeri superiori alla Baviera e sovrapponibili a quelli dello stato della Danimarca. L’obiettivo di arrivare a superare l’80% di popolazione vaccinata entro metà settembre è credibile e realizzabile”. Dalle 50-60mila somministrazioni registrate a giugno, oggi i numeri sono dimezzati: “viaggiamo su 27-28mila iniezioni al giorno”, dice D’Amato. Gli hub, soprattutto quelli in provincia, lavorano con ritmi da due terzi a tre quarti inferiori al flusso pre-vacanziero, almeno per quanto riguarda gli appuntamenti fissati online. A questi si aggiungono i vaccinati last minute che da ieri possono recarsi senza prenotazione, muniti di tessera sanitaria, in tutti gli hub ancora aperti. Erano già 5mila alle 3 del pomeriggio.

Se adesso il Lazio è impegnato nel trovare soluzione per conservare al meglio il tesoretto di vaccini, lo fa in attesa della terza dose. I vaccini stoccati oggi, potrebbero essere utili domani. “La decisione sulla terza dose deve essere nazionale – continua l’assessore – ma è importante sapere la tempistica”. Anche perché a questa è legata la vita degli hub. Alcuni, come Confindustria e Auditorium al momento sono “dormienti”, ma pronti ad essere riattivati non appena ce ne sarà la necessità. Ma serviranno? “Non siamo in grado di prevedere quanti hub saranno necessari”, sottolinea D’Amato, che dipinge tre scenari possibili. Il primo vede mezzo milione di persone che nei mesi autunnali potrebbero aver bisogno della dose booster. “Si tratta degli estremamente vulnerabili – dice l’assessore – come le persone immunodepresse oppure gli oncologici in terapia attiva”. Ma la terza dose potrebbe anche essere necessaria alle persone over 80. In quel caso, secondo le stime dell’assessore, si potrebbe arrivare a una platea di un milione oppure di un milione e mezzo di persone. “L’aspetto positivo è che in questa fase ci siamo lasciati appresso i problemi di forniture”, conclude D’Amato, “ma prima abbiamo informazioni certe, meglio è”. Anche perché presto, i freezer delle Asl non avranno più spazio.