Durante la serata finale del Festival di Sanremo, il rapper Ghali ha lanciato un messaggio contro la guerra a Gaza, chiedendo uno “Stop al genocidio”. Questo gesto ha attirato le critiche dell’ambasciatore israeliano in Italia, Alon Bar, il quale, senza nominare direttamente Ghali, ha condannato l’uso del palco del festival per diffondere odio e provocazioni.

Il testo della canzone “Casa mia” di Ghali, che menziona la guerra in corso a Gaza, aveva già scatenato la disapprovazione della comunità ebraica italiana. In risposta alle critiche, Ghali ha difeso la sua canzone, affermando di aver affrontato il tema della guerra in generale e invitando alla riflessione su questioni spesso ignorate.

L’apparizione di una bandiera palestinese durante l’esibizione di Tedua, un altro artista, ha ulteriormente irritato l’ambasciatore israeliano e il senatore Maurizio Gasparri, membro della commissione di Vigilanza Rai, che ha chiesto delle scuse ufficiali da parte della Rai.