MariaStella Giorlandino chiede al Comune di mettere a disposizione del Comune  nuove iniziative a tutela e salvaguardia dei soggetti fragili e dei loro bisogni:  locali e spazi vicini alle strutture sanitarie e un numero dedicato per ogni necessità

Il caldo e la pandemia hanno mostrato un grave disagio sociale che non può essere sottaciuto: la solitudine degli anziani sofferta soprattutto nelle città. Nei Centri della Rete Artemisia Lab si assiste sempre più frequentemente ad episodi di anziani che accedono alle strutture solo per sedersi al fresco, prendere un caffè alla macchinetta e parlare con il vicino. L’idea che si ha è quella di persone sole che sentono il bisogno di compagnia e all’interno di un centro sanitario si sentono garantiti e protetti.

Alla luce di questo Mariastella Giorlandino, amministratore della Rete Artemisia Lab e Presidente della Fondazione Artemisia ETS, nello spirito di salvaguardia e tutela delle fasce più deboli della popolazione, propone al Comune di Roma di mettere a disposizione degli anziani i propri locali vuoti o spazi limitrofi alle strutture sanitarie, da arredare con i confort minimi per fornire assistenza e un numero dedicato da chiamare nel caso di necessità di controlli.

La piazza del paese era culturalmente la salvezza di chi invecchiava. Oggi purtroppo la città e soprattutto la pandemia ha isolato gli anziani, aumentando in loro il senso di fragilità e debolezza. Dobbiamo prendere consapevolezza di quanto sia importante uno scambio di opinioni e di idee con persone vicine – afferma ancora la Giorlandino – Per questo la Rete Artemisia Lab e la Fondazione Artemisia ETS chiedono al Comune di Roma di mettere a disposizione i propri spazi e locali liberi per consentire alle strutture private che vogliano aderire all’iniziativa di fornire assistenza gratuita agli anziani che vivono con paura e in solitudine.