Inaugurate due nuove strutture a Ladispoli e Cerveteri. L’obiettivo è quello di assicurare una presa in carico totale, rispetto al bisogno di cura richiesto, in un unico luogo, dice la Dg Cristina Matranga. I territori delle due nuove sedi  sono caratterizzati dalla presenza di comunità diverse, per etnia e cultura,  dove la domanda di salute si lega spesso a quella sociale. Proprio per questo è garantita la  presenza di mediatori culturali e assistenti sociali.

 

Di WANDA CHERUBINI-

Essere Asl sul territorio significa essere presenti, vicini anche fisicamente alla popolazione degli utenti su tutti i fronti possibili e con una molteplicità di servizi.  In questa ottica il consultorio familiare è uno strumento essenziale e la Asl Roma 4 ha puntato e punta moltissimo su questa tipologia di struttura. Proprio in questi giorni ne sono stati inaugurati due nel distretto 2 ,  a Cerveteri e Ladispoli, (il primo in via Martiri delle Foibe 95, il secondo in  Via Nino Bixio 27)  oggetto entrambi di interventi di restyling per migliorare l’accoglienza dei cittadini, che vi potranno trovare una vasta gamma di servizi socio-sanitari dedicati alle diverse fasce di età e non solo. Presenti alla cerimonia  l’Assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, la direzione strategica della Asl Roma 4, i sindaci del territorio, Elena Gubetti e Alessandro Grando  e le autorità locali.

Oggi di consultori nei 4 distretti della Azienda Sanitaria locale di Civitavecchia ce ne sono 11. Si tratta di servizi socio-sanitari aperti a tutti i cittadini sia italiani che stranieri, residenti e non, che si basano sui concetti di accoglienza e di offerta attiva attraverso un approccio multidisciplinare che prevede la compresenza e la collaborazione sia di figure mediche che di professionisti a competenza sociale e psicologica.  «L’obiettivo – sottolinea il Direttore Generale, Cristina Matranga – è quello di assicurare una presa in carico totale, rispetto al bisogno di cura richiesto, in un unico luogo creando così per la donna e la sua famiglia un ambiente intimo nel quale sentirsi accolta, ascoltata e seguita. Cerveteri e Ladispoli – aggiunge – sono territori complessi caratterizzati dalla presenza di comunità diverse, per etnia e cultura, e dove la domanda di salute si lega spesso a quella sociale. Proprio per questo abbiamo voluto garantire nei due consultori anche la presenza di mediatori culturali e assistenti sociali».