Di Elena Padovan

marroccoIl Dottor Fulvio Marrocco, dal 1996 è dirigente medico del Centro di riferimento regionale per la Nefrologia e Dialisi “M. Biagini” e dal 2018 copre anche l’incarico di Direttore fiduciario UOC di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia. Come tutti i dirigenti e gli operatori della Asl Roma 4 è stato investito direttamente e indirettamente dal ciclone Coronavirus e nel giro di pochissimo tempo di concerto con la direzione strategica ha dovuto prendere adeguate contromisure.  Ne parliamo con lui.
Dr Marrocco, come è strutturata la sua attività?

La nostra UOC ha un’attività diffusa su tutto il territorio dell’ASL Roma 4 con tre centri dialisi dislocati, uno nell’Ospedale “San Paolo” di Civitavecchia, uno nell’Ospedale “Padre Pio” di Bracciano, e un altro presso il Poliambulatorio di Capena. Il numero totale dei pazienti in emodialisi cronica trisettimanale è di circa 110, ai quali vanno aggiunti 300 pazienti acuti trattati ogni anno, per un totale di 15.000 trattamenti annui. lorganico è formato da 12 medici che svolgono la loro attività su tutti i centri, 15 infermieri nell’Ospedale di Civitavecchia, 6 infermieri nell’Ospedale di Bracciano e 5 nel Poliambulatorio di Capena. Nell’Ospedale di Civitavecchia si svolge inoltre un’attività h/24 con reperibilità medico – infermiere, che copre tutte le urgenze del territorio, al cui interno sono presenti anche due centri convenzionati, il Diaverum di Ladispoli e la Clinica Siligato di Civitavecchia.

Quali trattamenti effettuate?

Disponiamo di macchinari per dialisi di ultima generazione con costante aggiornamento tecnologico, che ci permettono di eseguire tutte le metodiche dialitiche in essere, come HDF-online, AFB, HD-BIC, HFR e CRRT. Queste ci consentono di impostare il miglior trattamento dialitico necessario per i nostri pazienti. E’ attivo anche un servizio di dialisi peritoneale che attualmente riguarda 20 pazienti. La dialisi peritoneale è una terapia fisica per il trattamento dell’insufficienza renale cronica, che il paziente esegue nel propio domicilio con l’introduzione di un liquido di dialisi nella cavità peritoneale, e che usa il peritoneo come membrana permeabile naturale attraverso la quale l’acqua e i soluti possono equilibrarsi.
Come state affrontando l’emergenza in corso?

In accordo con la Dirigenza Sanitaria/Aziendale, abbiamo immediatamente messo in atto, tutte le misure per la messa in sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari, come l’uso delle mascherine, la rilevazione della temperatura corporea, il lavaggio delle mani con gel disinfettante e la pulitura delle scarpe su panno imbevuto di ipoclorito prima di accedere nelle stanze di dialisi. Inoltre abbiamo un triage telefonico a domicilio per la rilevazione dei sintomi Covid.  Come secondo step, si è provveduto ad organizzare un’area dialisi per il trattamento dei pazienti Covid positivi, in una zona extra reparto individuata nella sala operatoria della piastra ambulatoriale, in quanto provvista di sistema di areazione a pressione negativa molto utile nel trattamento di pazienti infetti. La struttura è stata subito resa operativa con lavori di impiantistica e acquisto di osmosi portatile. Ci tengo a sottolineare che l’Azienda ha recepito sempre tutte le nostre richieste, permettendoci di fronteggiare ogni tipo di criticità.