Cristina Matranga, dg della Asl Roma 4
E’ emergenza dovunque nella sanità, ognuno si si difende come può e sa. La Asl Roma 4, ad esempio,  ha formato una Unità di crisi per gestire i “flussi” in pronto soccorso. La Regione Lazio, infatti, ha deciso di mettere mano al Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero e del sovraffollamento in pronto soccorso. Una misura quanto mai necessaria, a Civitavecchia come nel resto del Lazio, anche alla luce dell’anno difficile passato dal reparto dell’ospedale San Paolo tra aggressioni ai sanitari e carenza di personale. Un problema che la direzione della Asl Roma 4 non ha certo ignorato mettendosi al lavoro per migliorare i tempi di attesa e i tempi di ricovero. Ora dalla Regione, però, è arrivata alle Asl la richiesta di redigere il piano di gestione del sovraffollamento. L’Unità di crisi aziendale è composta dai vertici della Asl, dalla direzione del polo ospedaliero, dai primari, dai direttori di distretto e da altri attori coinvolti nella catena di gestione dei flussi. L’obiettivo dell’Ucaf sarà di predisporre il Piano aziendale, il monitoraggio della sua applicazione e il programma di miglioramento annuale da inviare alla Direzione salute e integrazione socio sanitaria. Inoltre dovrà programmare le riunioni periodiche di audit e feedback multiprofessionale e multidisciplinare, dovrà definire gli interventi straordinari e temporanei in condizioni di criticità, dovrà poi preparare i report periodici di attività da inviare al personale delle Uo coinvolte, infine dovrà sviluppare, secondo il piano di miglioramento, le attività di Ecm sul campo.