L’INTERVISTA/ Parla il dr Marco Di Gennaro, Direttore della UOC Cardiologia e DEA  dell’Ospedale San Paolo di Civitavecchia.

DR ALFREDO DI GENNARO - UOC CARDIOLOGIA SAN PAOLO CIVITAVECCHIA. jpg (1)di Elena Padovan

 

Il Dott. Marco Di Gennaro dal 1991 è Direttore della UOC Cardiologia e DEA dell’ospedale S.Paolo di Civitavecchia. La UOC è composta da una UTIC con 4 posti letto, una terapia subintensiva con 8 posti letto, una sezione di Cardiologia interventistica in cui ci si occupa di Coronarografia e di impianti pacemaker, e una parte dedicata alle attività ambulatoriali.In piena emergenza Covid l’attività di routine ha subito un rallentamento provocando qualche ovvio disagio. Ne abbiamo parlato direttamente con lui.
Direttore, quali prestazioni sono attive?
Sono state effettuate prestazioni ambulatoriali non differibili, come ecocardio, test ergometrici, ECG, visite e impianti di pacemaker in situazioni di emergenza. É mantenuta a pieno regime l’attività di consulenza interna sempre nel pieno rispetto delle precauzioni richieste.
Che difficoltà avete trovato durante il Covid?
All’inizio abbiamo dovuto affrontare il problema delle tardive risposte dei tamponi e la difficoltà nel trasferire i pazienti presso le strutture di riferimento per la mancanza di posti letto. Una delle più grandi sfide è stata quella di dover acquisire le competenze specifiche nel minor tempo possibile per poter far fronte a un’emergenza senza precedenti.
Come avete risolto queste criticità?Da subito abbiamo attivato un reparto di Medicina Covid + dove poter ricoverare chi risultava positivo al tampone. Abbiamo sempre agito tenendoci in stretto contatto con il Seresmi dell’Istituto Spallanzani di Roma. Inoltre abbiamo cercato di evitare ogni tipo di promiscuità dei pazienti in attesa di risposta ai tamponi e abbiamo creato sinergie ed incontri tra noi medici dell’Ospedale, per tenere monitorata la situazione in atto.
E come pensa sarà il post Covid-19? Credo fortemente che deve essere all’insegna della prudenza ed è vietato abbassare la guardia. Non dimentichiamo che fino a quando non sarà possibile vaccinarsi la minaccia sarà sempre dietro l’angolo e sono molto preoccupato degli asintomatici. Dovremo fare tesoro di questo periodo in cui il lavoro di team ci ha fatto superare molti ostacoli.
Secondo lei quali sono i meriti della ASL ROMA 4?
In momenti come questi si possono comprendere i pro e i contro di una struttura. Io posso garantire che l’azienda non ci ha mai fatto sentire soli, bensì ci ha supportati e ha condiviso con noi ogni momento, soprattutto quelli più duri. Questo lavoro di squadra ci ha permesso di andare avanti.