VITERBO- Domani mattina, presso l’Auditorium dell’Università degli studi della Tuscia, si svolgerà un importante workshop teorico pratico, di rilevanza europea, sulla “Gestione endovascolare del trauma, focus su Reboa”.

L’evento è organizzato dal Board scientifico della Asl di Viterbo, in collaborazione con la Evtm Society (Endovascular resuscitation and trauma management), Simeu (la Società italiana di medicina d’emergenza urgenza), Sicut (la Società italiana di chirurgia d’urgenza e trauma) e con i dipartimenti dell’azienda sanitaria viterbese di Emergenza, accettazione e terapia del dolore, Medico chirurgico e dei percorsi integrati, Onco-ematologico e servizi.

La manifestazione si svolge nella città dei papi, a poco più di due mesi dal primo trattamento con tecnica REBOA (resuscitative endovascular balloon occlusion of the aorta) eseguito a Belcolle su un paziente di 42 anni con shock emorragico. La procedura, innovativa su tutto il territorio regionale, rappresenta una nuova frontiera per il trattamento delle emorragie interne non comprimibili attraverso il posizionamento di un catetere a palloncino nell’aorta, eseguendo un clampaggio interno in grado di controllare il sanguinamento al di sotto di esso.

Presso l’ateneo dell’Unitus, numerosi professionisti italiani e internazionali, tra i maggiori esperti della tecnica Reboa, si confronteranno con l’obiettivo di istruire i discenti su indicazioni e sulla procedura, confrontando i dati dei registri europei e mondiali e analizzando le casistiche dei centri coinvolti.

Interverranno in presenza, tra gli altri, il presidente dell’Evtm society, Boris Kessel, il direttore del Dipartimento di Chirurgia Vascolare del Mair Hospital di Tel Aviv, Simone Fayer, Carlo Coniglio dell’ospedale Maggiore di Bologna e tra i principali esperti della tecnica Reboa in Italia sia per il setting intra che extra ospedaliero, la professoressa Anna Maria Ierardi del Policlinico di Milano, il presidente della Sirm Vittorio Miele ed il presidente del congresso Sirm 2022, Antonio Orlacchio. Saranno inoltre presenti, il direttore dell’unità operativa di Rianimazione del Policlinico Umberto I, Francesco Pugliese, e i professori Antonio La Greca della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli e Daniele Biasucci dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata.

In sala e in modalità webinar assisteranno al convegno numerosi professionisti italiani e stranieri.

“Lo shock emorragico – spiega Fabrizio Chegai, coordinatore del Board scientifico della Asl di Viterbo – rappresenta la prima causa di mortalità precoce nel paziente politraumatizzato. Il trattamento di questi pazienti necessita di un approccio multidisplinare che vede coinvolti diversi specialisti che, insieme, collaborano allo scopo comune di eseguire il ‘damage control’. Un approccio multidisciplinare è quindi alla base di un corretto trattamento dello shock emorragico di origine traumatica e non solo. Il continuo sviluppo delle tecniche endovascolari consente un’implementazione delle possibilità terapeutiche, permettendo agevolmente l’applicazione dell’approccio modificato C-ABCDE. La procedura di Reboa (Resuscitative endovascular balloon occlusion of the aorta) è una procedura interventistica vascolare utilizzata per controllare l’emorragia addominale e pelvica maggiore. La procedura di Reboa garantisce il mantenimento della perfusione degli organi vitali durante le manovre rianimatorie senza la necessità della toracotomia/cross-clamping dell’aorta, sostenendo il post-carico in uno stato di arresto traumatico o shock emorragico. Le indicazioni alla tecnica Reboa sono molteplici e includono anche pazienti non traumatici. È fondamentale sottolineare che tale tecnica non è priva di complicanze e necessita di training e di familiarizzazione con il device”.

“La realizzazione di un evento formativo così prestigioso nella città di Viterbo – conclude il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti -, per la qualità e lo spessore professionale dei relatori, è motivo di orgoglio per la nostra azienda e, anche, un importante riconoscimento del lavoro svolto e degli obiettivi raggiunti dai professionisti di Belcolle nell’esecuzione, in team multidisciplinare, di una procedura che, nel trattamento delle emorragie interne non comprimibili, rappresenta uno dei nuovi traguardi raggiunti dalla medicina al servizio dei cittadini assistiti”.