ACQUAPENDENTE (Viterbo)- Oltre 200 interventi in regime di day surgery, utilizzando la tecnica mininvasiva di termoablazione con radiofrequenza della vena grande safena: tecnica che non prevede incisioni chirurgiche inguinali, o perimalleolari, che garantisce tempi operatori ridotti e una convalescenza più rapida.
Sono numeri importanti, registrati all’ospedale di Acquapendente, da ottobre 2021, dal servizio di Chirurgia flebologica endovascolare, attivato e gestito dall’equipe dell’unità operativa di Chirurgia vascolare dell’ospedale di Belcolle di Viterbo, diretta da Antonio Lorido.
“La Chirurgia flebologica endovascolare – spiega Antonio Lorido – è un’attività chirurgica costante, messa in pratica con tecniche all’avanguardia dalla nostra struttura con l’obiettivo di trattare i pazienti affetti da varici degli arti inferiori con le migliori procedure in circolazione e sempre ai massimi livelli. Un traguardo importante reso possibile grazie alla grande professionalità e alla perfetta organizzazione di tutto il personale coinvolto, medico e paramedico, dell’ospedale di Acquapendente e di Belcolle, che ha permesso di dimezzare i tempi di lista di attesa per i pazienti affetti da varici”.
Fondamentale per la riuscita del progetto anche il grande sforzo organizzativo messo in campo dal servizio di programmazione dell’attività chirurgica (Upac), in grado di coordinare con precisione i ricoveri sfruttando al meglio le disponibilità delle sale operatorie.
“Sulla scorta dell’esperienza maturata fin qui – conclude Lorido – nel 2024 ci siamo prefissati come obiettivo di incrementare l’attività chirurgica del 30%, potendo sfruttare, grazie alla disponibilità fornitaci dalla Asl, una seduta chirurgica in più al mese che consentirà un ulteriore accorciamento dei tempi di attesa per gli interventi flebologici. È nostra intenzione, inoltre, dopo averlo fatto presso l’ospedale di Tarquinia e alla Casa della salute di Soriano nel Cimino, istituire nel 2024 un ambulatorio di Chirurgia vascolare all’ospedale di Acquapendente, avvicinandoci in tal modo alle esigenze del territorio e favorendo la presa in carico dei pazienti, costretti altrimenti a lunghi spostamenti”.