Dal 2017, infatti, i cittadini della Tuscia affetti da ictus ischemico possono beneficiare del trattamento di rivascolarizzazione più adeguato (trombolisi endovenosa e/o trombectomia meccanica) in tempistiche che negli ultimi anni, e nonostante il Covid, sono in linea con gli standard internazionali. I dati di attività parlano di una media che, dal 2019, si attesta sugli 80 pazienti trattati a Belcolle ogni anno. Numeri che, anche nel periodo di emergenza COVID, sono rimasti invariati, così come per quanto riguarda i tempi di attesa dall’arrivo in ospedale al momento del ricovero.“Nel 2021 – spiega il direttore dell’unità operativa di Neurologia, Nicola Pio Falcone – i tempi di attesa per i pazienti con un deficit acuto neurologico, tra l’arrivo in Pronto Soccorso e la presa in carico presso il nostro reparto, si sono rivelati tra i più bassi nel Lazio. Il cosiddetto door to imaging, il tempo trascorso dall’ingresso in Pronto soccorso all’esecuzione dell’esame diagnostico, ha una media di 39 minuti, mentre le tempistiche per l’inizio delle procedure di rivascolarizzazione sono di 63 minuti per la trombolisi e di 108 per la trombectomia”.

L’ictus cerebrale continua a essere la seconda causa di morte a livello mondiale e la prima causa di disabilità. Il riconoscimento dei sintomi d’esordio (asimmetria del volto, deficit di forza in un arto e disturbi del linguaggio) e la precoce richiesta di aiuto tramite il 118, come viene ricordato dall’acronimo inglese F.A.S.T., può permettere un trattamento di rivascolarizzazione. Questo porta a una netta riduzione degli esiti invalidanti, dei tempi di ospedalizzazione e, in molti casi, alla totale scomparsa dei sintomi.

Gli importanti dati di attività collegati al nostro ospedale – commenta il neurologo, Alessandro Valenza – sono strettamente collegati al Pdta specifico, il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale che la Asl di Viterbo ha implementato e si caratterizza per una fruttuosa, costante ed efficace collaborazione tra diversi team di specialisti presenti a Belcolle e che appartengono alle unità operative di Neurologia, Rianimazione, Radiologia, Radiologia interventistica e, in generale, al Dipartimento di emergenza e accettazione”.

Nell’ultima revisione del Piano della Rete ictus della Regione Lazio – conclude il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti – l’ospedale Belcolle è stato riconosciuto per la prima volta autonomo nella macro area 4 per quanto riguarda tutte le procedure di rivascolarizzazione. Per poter migliorare ulteriormente la qualità di cura offerta ai pazienti affetti da ictus ischemico acuto, l’Azienda sta mettendo in campo ulteriori importanti azioni. Tra queste: la partecipazione attiva alle iniziative ISO-Angels, la prossima attivazione di teleconsulenze tra Belcolle e tutti i presidi che appartengono alla rete ospedaliera aziendale tramite la piattaforma regionale Advice, l’implementazione di percorsi formativi specifici per tutto il personale sanitario che ruota attorno al percorso stroke”.