VITERBO- Pnrr, NextGeneretionEu: prosegue il racconto della costruzione in corso di un nuovo modello di sanità, più prossimo ai reali bisogni dei cittadini, che, nella Tuscia, sta prendendo forma attraverso numerosi cantieri simultaneamente aperti in tutto il territorio provinciale, per un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro.

Dopo aver presentato la scorsa settimana il nuovo sistema della Centrali operative territoriali, già attivate per i Distretti A, B e C, e dopo aver illustrato gli interventi in corso nelle strutture sanitarie di Montefiascone, Bolsena e dell’ospedale di Civita Castellana, il commissario straordinario della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, ha fatto tappa all’ospedale di Ronciglione, dove, da alcuni mesi, sono in corso i lavori finalizzati alla realizzazione della nuova casa e del nuovo ospedale di comunità.

Interventi importanti, finanziati con fondi Pnrr per circa 4milioni di euro, che stanno ridisegnando la struttura, riqualificandola e ponendo rimedio ad alcune criticità, strutturali e logistiche, presenti da anni nell’ospedale ronciglionese.

Al termine dei lavori, la nuova casa di comunità sarà, dunque, un luogo moderno ed efficiente capace di attivare servizi di assistenza sanitaria primaria, ma anche di promozione della salute e di prevenzione. La casa di comunità, interpretando a pieno la ratio e gli obiettivi di salute della normativa di riferimento, sarà una struttura sanitaria di riferimento davvero di prossimità al cui interno opereranno numerosi specialisti medici. E, ancora, nella quale saranno presenti i professionisti sanitari che lavorano presso: il consultorio familiare, il servizio odontoiatrico, il servizio psicologico, la continuità assistenziale, il servizio vaccinale, il Dipartimento di salute mentale e molto altro. Un ulteriore investimento tecnologico di 70mila euro garantirà alla Casa di comunità l’utilizzo di device di ultima generazione e di forniture sanitarie per poter raggiungere i più alti standard di qualità nelle prestazioni erogate.

L’ospedale di comunità, inoltre, con l’attivazione di 20 posti letto, fornirà ai cittadini assistiti del comprensorio un ulteriore elemento di innovazione sotto il profilo dell’evoluzione e del potenziamento dell’offerta sanitaria, con una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero e con un beneficio atteso evidente sia per i pazienti, che per i loro caregivers.

Al fine rendere più agevole e spedita l’esecuzione degli interventi programmati, senza dover dislocare, anche se temporaneamente, le attività attualmente presenti a Ronciglione, la Asl di Viterbo e l’Amministrazione comunale hanno lavorato insieme per individuare una struttura idonea ad ospitare alcuni servizi sanitari per il tempo necessario. La scelta è ricaduta sul residence La Pace che il Comune ha concesso alla Asl in comodato d’uso gratuito all’azienda sanitaria locale. Nelle prossime settimane, al termine di alcuni piccoli, ma necessari, interventi strutturali e tecnologici, che l’azienda sanitaria sta eseguendo, la struttura sarà pronta per ospitare numerosi servizi, tra cui il consultorio, gli ambulatori specialistici, il centro vaccinale, il Dsm e il centro odontoiatrico.

“Ringrazio l’Amministrazione comunale – commenta il commissario Egisto Bianconi – per l’impegno manifestato fattivamente nel trovare in maniera congiunta una soluzione ottimale a quelle oggettive criticità che si evidenziano quando si interviene, in maniera così importante come a Ronciglione, su una struttura che eroga servizi sanitari. In tutti i centri interessati dai lavori, il supporto e la collaborazione degli amministratori locali si sta rivelando determinante. È evidente, infatti, per loro che rappresentano le comunità, come per noi operatori della sanità, quanto i fondi Pnrr di cui abbiamo beneficiato rappresentino una grande, forse irripetibile, occasione di innovazione e di ammodernamento complessivo del sistema sanità della nostra provincia. Per questo è giusto e doveroso comunicare e condividere con i cittadini assistiti cosa sta realmente accadendo nelle loro strutture sanitarie di riferimento”.