De salazar

Saluta tutti, prende cappello e se ne va, con una lettera garbata nella quale sommessamente sottolinea le cose buone che ha fatto e ringrazia i suoi più diretti collaboratori. Precisa che il motivo  sono le “vicende giudiziarie” che lo hanno coinvolto. Vitaliano De Salazar si dimette dalla carica di direttore generale della Asl Roma 3 a modo suo, senza polemiche nè alzata di scudi. Con discrezione.  E’ un manager di lungo corso della sanità laziale, ha visto nascere e morire diverse giunte regionali e ha accettato senza discutere tutti gli incarichi che gli sono stati assegnati. Solo su Frosinone ha puntato i piedi, una volta, in circostanze del tutto particolari.  Nelle scorse settimane è entrato in una inchiesta giudiziaria dai confini non del tutto chiari e definiti. E’ rimasto in silenzio per qualche settimana, scegliendo il basso profilo senza alzare polvere, senza replicare, senza difendersi. Poi la decisione di farsi da parte.  Per la Giunta Zingaretti un buco  da riempire in fretta nel risiko delle poltrone, la Asl Roma 3 copre un territorio delicato e l’emergenza Coronavirus rende tutto più complicato. Se le accuse hanno fondamento lo stabilirà ovviamente l’inchiesta, lui sostiene di non aver commesso nessuno dei reati che gli vengono addebitati e rivendica di aver lasciato l’azienda in salute e sul piano economico con un avanzo di 500mila euro.