Un hospice pediatrico regionale come segno concreto delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco. È questo uno dei progetti principali contenuti nella legge approvata dalla Regione Umbria per il 2026 e presentato a Santa Maria degli Angeli dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, che ha definito l’iniziativa un modo per trasformare i valori francescani in un servizio reale a favore dei più fragili.
Il nuovo hospice rientra tra le opere simbolo legate alle celebrazioni francescane e nasce con l’obiettivo di offrire assistenza specializzata ai bambini che necessitano di cure palliative e alle loro famiglie, rafforzando allo stesso tempo la rete sanitaria regionale. Secondo la presidente, il progetto vuole dimostrare che l’Umbria non intende essere solo meta turistica per il 2026, ma anche un luogo di sperimentazione di politiche pubbliche fondate sulla dignità della persona e sulla cura.
Il progetto è stato illustrato durante un incontro dedicato al tema del significato della morte a 800 anni dal Transito di San Francesco, occasione in cui sono intervenuti rappresentanti del mondo religioso, sanitario e associativo, oltre ai responsabili della rete regionale delle cure palliative pediatriche.
L’hospice sarà inserito nella rete sanitaria umbra e dovrà diventare un centro di eccellenza per l’assistenza ai minori con patologie gravi o inguaribili, garantendo supporto medico, psicologico e sociale. L’intervento, finanziato con 2 milioni e mezzo di euro, è previsto dalla prima legge regionale approvata all’unanimità nel 2026 e sarà organizzato su base territoriale, coinvolgendo entrambe le aziende sanitarie della regione.
I dati presentati durante l’incontro evidenziano la necessità della struttura: in Umbria, su circa 127 mila minori, si stimano tra i 300 e i 500 bambini con bisogni di cure palliative, di cui almeno 150 con necessità altamente specialistiche. Il progetto prevede percorsi assistenziali multidisciplinari, reperibilità medica continua e servizi dedicati anche alle famiglie, con particolare attenzione al sostegno psicologico, alla dimensione spirituale e alla formazione dei caregiver.
Sono in corso studi di fattibilità per individuare la sede più adatta, con valutazioni su alcune strutture territoriali, tra cui Assisi. La Regione intende inoltre coinvolgere giovani professionisti nella progettazione degli spazi, attraverso borse di studio dedicate, con l’obiettivo di creare ambienti di cura accoglienti e sostenibili.
Per la giunta regionale, l’hospice pediatrico rappresenta l’eredità più concreta delle celebrazioni francescane: non un simbolo legato alla morte, ma un luogo dedicato alla qualità della vita e all’accompagnamento delle famiglie nei momenti più difficili.










