L’attacco terroristico alla Crocus City Hall di Mosca, rivendicato dall’Isis, ha provocato 133 morti e oltre 121 feriti, tra cui bambini. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha agitato lo spettro della responsabilità di Kiev, affermando che chi è dietro a questo “barbaro atto terroristico” sarà punito. Tuttavia, la presidenza ucraina ha respinto queste accuse come “assolutamente insostenibili”.

Secondo le autorità russe, i quattro esecutori materiali dell’attacco volevano rifugiarsi in Ucraina attraverso una “finestra” preparata oltre confine. Il bilancio dell’assalto è salito drammaticamente, con il Comitato investigativo che conferma 133 morti e 121 feriti, ma alcuni media riportano cifre più alte non confermate ufficialmente.

Putin ha descritto l’attacco come un “omicidio di massa”, paragonandolo agli atti compiuti dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale. I sospettati, tutti stranieri secondo le autorità russe, sono stati arrestati nella regione di Bryansk, mentre tentavano di fuggire verso l’Ucraina.

Le tensioni tra Russia e Ucraina sono già alte a causa dell’invasione russa del territorio ucraino. Tuttavia, il presidente ucraino ha respinto le accuse russe come “assurde”.

L’Isis ha rivendicato nuovamente l’attacco, confermando che è stato compiuto da quattro suoi “combattenti”. Questo solleva preoccupazioni riguardo alla presenza del gruppo terroristico in Europa.

L’Occidente ha condannato all’unanimità l’attacco terroristico, esprimendo solidarietà alle vittime. Gli Stati Uniti hanno confermato di aver avvertito i russi di un possibile attacco terroristico a Mosca all’inizio di marzo.

Mentre l’Occidente si unisce nel condannare l’attacco, rimane determinato nel voler fermare l’aggressione russa in Ucraina. La possibilità di fornire munizioni e attrezzature militari a Kiev è stata discussa al vertice dell’Unione Europea a Bruxelles, ma ci sono ancora sfide da affrontare.

L’attacco a Mosca ha evidenziato la necessità di una risposta congiunta e decisa contro il terrorismo e l’aggressione militare, mentre l’Occidente continua a cercare soluzioni per contrastare entrambi i fenomeni.