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L’attentato al premier slovacco Robert Fico getta un’ombra cupa su Bruxelles e alimenta la crescente paura di una campagna elettorale per le elezioni europee segnata dalla violenza.

Le autorità di Bratislava stanno ancora indagando sull’attacco, ma nel frattempo la preoccupazione cresce nei corridoi dei palazzi comunitari. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, sottolineano l’importanza cruciale del voto del 6-9 giugno, definendolo il più significativo nella storia dell’UE, poiché ne va dell’idea stessa di Europa.

L’attacco a Fico si inserisce in una serie preoccupante di episodi di violenza che hanno caratterizzato l’inizio della campagna elettorale per le Europee. In Germania, in particolare, diversi politici sono stati bersaglio di attacchi, con l’Alternative für Deutschland (AfD) come principale obiettivo.

Robert Fico, con le sue posizioni politiche considerate pericolose dagli europeisti, è stato attentamente monitorato a Bruxelles, soprattutto per una proposta di legge riguardante l’emittente pubblica, criticata dall’opposizione slovacca per il rischio di limitare la libertà di informazione.

L’attentato ha suscitato una ferma condanna da parte dei vertici UE e dei principali gruppi politici dell’Eurocamera, che lo considerano un attacco alla democrazia e alla società stessa.

La crescente violenza preoccupa i leader europei, che legano il fenomeno alla disinformazione e alle interferenze straniere, temendo il coinvolgimento del Cremlino. In questo contesto, si rafforza la volontà di proteggere l’integrità del processo democratico e di contrastare le minacce esterne.