SALERNO, ITALY - MAY 23: Marco Rarità, Palestra Olimpica Personal Trainer, disinfects gym equipment on May 23, 2020 in Salerno, Italy. Restaurants, bars, cafes, hairdressers and other shops have reopened, subject to social distancing measures, after more than two months of a nationwide lockdown meant to curb the spread of Covid-19. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Un recente volume pubblicato dalla Ropi (Rete Oncologica Pazienti Italia) intitolato Attività fisica e tumori conferma che l’attività fisica mirata può migliorare l’efficacia dei trattamenti farmacologici, chemioterapici e radioterapici, oltre a svolgere un ruolo preventivo. Questo libro, disponibile gratuitamente sul sito reteoncologicaropi.it, illustra come programmi di esercizio aerobico di intensità lieve-moderata non solo abbiano effetti benefici sulla psiche, ma favoriscano anche l’aumento delle cellule natural killer e la riduzione degli estrogeni, ormoni coinvolti nello sviluppo di tumori ormonodipendenti come quelli della mammella, dell’utero e della prostata.

Stefania Gori, Presidente di Ropi, spiega che programmi specifici di attività fisica, adeguatamente dosati, possono migliorare l’azione terapeutica e la risposta alla malattia. “Si ottiene un miglioramento della sensazione di fatigue associata alle terapie, si riducono possibili effetti collaterali come il dolore articolare, e si migliora la funzionalità cardio-respiratoria, con un impatto positivo sul benessere psicofisico generale,” afferma Gori.

Più di 50 studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico regolare, praticato nel corso della vita, riduce del 30-40% il rischio di tumore del colon e del 20% quello del polmone. Per le donne con tumore al seno, attività come camminare, nuotare, ballare, praticare nordic walking e stretching migliorano la tollerabilità dei trattamenti post-chirurgici e riducono le probabilità di recidiva. Inoltre, l’esercizio fisico diminuisce del 20-40% il rischio di tumore dell’endometrio.