epa10122765 An employee checks pipework at the underground gas storage facility operated by RWE Gas Storage CZ near Haje u Pribrami, Czech Republic, 15 August 2022. The voluntary commitment by EU member states from the summer 2022 to reduce gas consumption by 15% means that the Czech Republic will have to save about a billion cubic meters at the national level. EPA/MARTIN DIVISEK

In aumento la bolletta gas per le famiglie che preferiscono il “servizio di maggior tutela” con i prezzi fissati dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente: il cosiddetto mercato tutelato. Secondo le comunicazioni dell’Arera, dopo il calo del mese di ottobre (-12,9%), in base all’andamento del mercato all’ingrosso italiano per la famiglia tipo, a novembre si registra una crescita del +13,7% rispetto ad ottobre.

Il prezzo della materia prima gas per i clienti con contratti in condizioni di tutela è quindi fissato in 91,2 euro al Megawattora, pari alla media dei prezzi rilevati quotidianamente durante tutto il mese appena trascorso. In termini di effetti finali – fa sapere l’Arera – la spesa gas per la famiglia tipo nell’anno (tra il 1° dicembre 2021 e il 30 novembre 2022) nel cosiddetto mercato tutelato è di circa 1.740 euro, pari a un aumento del 63,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° dicembre 2020 – 30 novembre 2021).

Si tratta di un aumento sensibile ma, comunque, secondo l’Unione dei Cosumatori, decisamente meno impattante degli aumenti registrati nelle bollette del gas del mercato libero. Qui l’aumento solo da gennaio a ottobre 2022 è stato del 130,6%. Cresce anche il prezzo della benzina e del diesel in seguito al taglio della riduzione delle accise scattato il primo dicembre. L’aumento dei carburanti alla pompa non ha avuto l’impennata paventata perché le compagnie petrolifere hanno in parte assorbito l’aumento di 12 centesimi a litro delle accise. Infatti dai 1,644 euro al litro del 30 novembre il prezzo medio della benzina è salito di soli 5 centesimi e si è attestato – secondo i dati del Quotidiano Energia – a 1,696 euro. A sorpresa, a pochi giorni dall’entrata in vigore dell’embargo al petrolio russo via mare, l’Unione Europea avrebbe raggiunto un accordo sul tetto al petrolio. La presidenza ceca ha fatto sapere via tweet che il tetto è stato fissato a 60 dollari al barile. La Polonia, che spingeva per un tetto più basso, ha ritirato la sua obiezione alla proposta europea. Gli Stati Uniti hanno accolto positivamente il price cap. La presidente Ursula von der Leyen ha speigato:”L’accordo, coordinato con il G7 e altri partner, ridurrà in modo significativo le entrate della Russia, ci aiuterà a stabilizzare i prezzi globali dell’energia, a beneficio delle economie emergenti di tutto il mondo, e sarà regolabile nel tempo così da poter reagire agli sviluppi di mercato”.