Concessioni balneari: il premier Mario Draghi incassa la modifica, importante per quella riforma della concorrenza a cui sono legati i fondi del Pnrr. La riunione, iniziata ieri alle 17.20, è stata interrotta per circa tre quarti d’ora per permettere ai partiti di valutare il testo.  La riforma delle concessioni balneari, riceve poi il via libera all’unanimità. Poco prima delle ore 19 è arrivato l’ok da parte di tutti i ministri agli emendamenti al ddl concorrenza che introducono la riforma, prevedendo la messa a gara dal primogennaio 2024.
Centinaio della Lega ha detto: “Il testo è stato migliorato rispetto alla proposta iniziale. Grazie all’accoglimento di alcune nostre proposte. Ora siamo già al lavoro, anche con le associazioni del settore, per cambiare e migliorare il testo in Parlamento. L’auspicio è farlo insieme al resto del centrodestra”. Ma Fdi si scaglia contro quello che Giorgia Meloni definisce il primo “atto di esproprio” per 30mila imprese. In allarme le associazioni di categoria che minacciano barricate se il testo non verrà modificato in Parlamento.

“Ci siamo battuti per un principio sacrosanto: le spiagge e gli arenili sono beni pubblici e come tali vanno trattati. Per questo siamo soddisfatti per il testo uscito oggi dal Consiglio dei ministri” – hanno scritto in una nota le deputate e i deputati del Movimento 5 stelle in commissione Politiche Ue, che proseguono: “Così si pone fine ad annosi privilegi e a una situazione svantaggiosa per i cittadini, l’ambiente e gli imprenditori stessi del comparto. A schierarsi contro qualsiasi principio costituzionale e a tale sentenza, non può che esserci una destra pronta a flirtare con le lobby e a tutelare i privilegi dei pochi a scapito dei cittadini e degli imprenditori onesti. Ma adesso basta propaganda e si lavori subito sui decreti attuativi”.