Fabrizio Balassone, capo del servizio Struttura economica del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia in audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla legge di bilancio, ha detto: “Le disposizioni in materia di pagamenti in contante e l’introduzione di istituti che riducono l’onere tributario per i contribuenti non in regola rischiano di entrare in contrasto con la spinta alla modernizzazione del paese che anima il Pnrr e con l’esigenza di continuare a ridurre l’evasione fiscale. 39,2 miliardi è per noi la valutazione dell’importo lordo della manovra. Vedremo se nei prossimi giorni ci sarà da ragionare ulteriormente su questo aspetto”, ha spiegato Balassone, premettendo che “gli allegati tecnici alla manovra sono stati resi disponibili mercoledì scorso: che ci sia qualche arrotondamento che potrà essere rivisto io non lo escludo. In manovra alcune delle misure non connesse all’emergenza energetica presentano aspetti critici che la Banca d’Italia ha più volte segnalato in passato con riferimento a misure analoghe. La discrepanza di trattamento tributario tra dipendenti e autonomi, e all’interno di questi tra quelli sottoposti a regime forfettario ed esclusi, risulta accresciuta. In un periodo di inflazione elevata la coesistenza di un regime a tassa piatta e uno soggetto a progressività come l’Irpef comporta un’ulteriore penalizzazione per chi soggetto a quest’ultimo”. Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli intervistato a Tg24 Economia di Sky ha affermato: “Le autorità di vigilanza dicono che i costi dei pagamenti elettronici sono calati di continuo in Italia e  come non c’è un prezzo ma tanti perché i servizi di pagamento sono erogati da soggetti bancari e talvolta non bancari e i livelli di commissioni sono tutti diversi fra loro”. Patuelli ha quindi aggiunto che gli esercenti devono distinguere “quelle che costano di più e di meno non facendo di tutta l’erba un fascio”.