IL CASO/ Scadono le deroghe sui permessi Osp, il Campidoglio prende tempo

Di Paolo Dordit

 

Tutti con il fiato sospeso, appesi a un filo, bar e ristoranti sulla graticola, non riescono a farsi ascoltare abbastanza, governo e Campidoglio sono  distratti o fanno orecchie da mercante.  Il 31 dicembre scadranno i permessi di occupazione di suolo pubblico concessi alle attività dal Campidoglio per attutire gli impatti del Covid e della crisi economica.  Tutti quei tavolini all’aperto spuntati come funghi quest’anno sono appesi a un filo. La richiesta, ovvia, è la proroga della misura emergenziale fino al dicembre 2022, le associazioni di categoria Confcommercio Fipe, Confesercenti Fiepet e Cna commercio spingono da settimane e hanno trovato la sponda della pattuglia di consiglieri di Fratelli d’Italia, c’è una proposta. Ma non basta, il Campidoglio sostiene che in questo momento la proroga delle OSP è competenza nazionale. In parole povere ci pensi Draghi e decida. Su questo impasse si gioca la vita di un settore, dicono i leaders degli esercenti. Solo tra il 2019 e il 2020, a Roma, hanno chiuso circa 1000 aziende  – spiega  Claudia Pica, presidente di Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio – e la mancata proroga delle OSP porterebbe a una perdita stimata di 40 milioni per la Capitale. Una deriva inarrestabile se non si riesce a stabilizzare la situazione.
Abbiamo chiesto al governo come Fiepet nazionale la proroga a tutto il 2022 del pagamento canone unico OSP – aggiunge Pica –  il governo si accolli il tributo da versare ai comuni senza che quest’ultimi abbiano problemi di bilancio. Ma anche se dovessimo pagare qualcosa comunque chiediamo una delibera con norme chiare e facile da far rispettare e con controlli corretti da parte della polizia municipale – prosegue il leader degli esercenti romani – ai vigili dovrebbe essere spiegata in maniera dettagliata e puntuale l’applicazione del regolamento per evitare interpretazione diverse da comando a comando. La vecchia delibera Raggi-Coia ha lasciato passaggi equivoci e questioni aperte, sostengono gli esercenti: il no alla applicazione del provvedimento in area di viabiliità principale presentato in termini che si sono prestati ad interpretazioni errate da parte del Dipartimento Mobilità: hanno fatto rientrare nell’area dei divieti vie e piazze che a rigore avrebbero dovuto essere  considerare “free” per le attiviità di bar e ristoranti. Ma chi mette mano a questa materia e chi decide?
L’unica carta da giocare è quella della mozione da presentare in Campidoglio. Con la quale si chiederà  che l’Assemblea approvi il prolungamento della durata della possibilità di usufruire di osp emergenziali fino a dicembre 2022 in considerazione della recrudescenza dei contagi da Covid e la disponibilità interna dei locali ancora soggetta a limitazione. “ Chiederemo anche la proroga, per la stessa durata, delle procedure agevolate per l’ottenimento delle osp emergenziali – spiega Andrea De Priamo, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia – e ancora il rilancio e perfezionamento del servizio dello Sportello unico del commercio; la revisione, ampliamento e modernizzazione del catalogo degli arredi; la revisione, attenta e concordata con gli operatori interessati, di tutti i piani di massima occupabilità; di indirizzare le politiche sul commercio, servizi ed attività produttive verso canoni di assoluta eccellenza, nonché di condivisione e partecipazione con le varie associazioni generali di categoria, così come d’imprenditori o commercianti di strada. Inoltre – conclude De Priamo- chiederemo maggiori e più efficaci controlli contro l’abusivismo commerciale”.  Il settore è appeso a un filo, la palla è in gioco nell’Aula Giulio Cesare