(Foto di repertorio) Berlusconi - Lario all'epoca del matrimonio
(Foto di repertorio) Berlusconi – Lario all’epoca del matrimonio
Berlusconi vince anche l’ultimo round, in Cassazione, contro Veronica Lario sul maxi assegno legato al loro divorzio. In particolare, secondo quanto risulta a Radiocor, oggi la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Milano emessa nel giudizio Berlusconi-Lario rigettando, integralmente il ricorso presentato dalla ex moglie. La Suprema Corte ha aderito alla difesa del Cavaliere, rappresentato dal Professor Pier Filippo Giuggioli, rilevando come Berlusconi avesse ampiamente assolto ai propri obblighi di assistenza economica in favore della ex moglie già in corso di matrimonio, costituendo in suo favore un patrimonio mobiliare ed immobiliare di eccezionale valore. Stessa cosa non poteva dirsi per Veronica Lario, ha osservato la Corte, la quale non ha contribuito in misura alcuna alla fortuna dell’ex marito. Per tali ragioni, la Cassazione ha ribadito anche che quanto ricevuto dalla Lario a titolo di assegno divorzile deve essere restituito. Va ricordato che la Corte d’Appello di Milano, nel novembre del 2017, aveva azzerato l’assegno di mantenimento post divorzio della Lario (stabilito dal Tribunale di Monza nel 2013 in 1,4 milioni) e l’aveva obbligata a restituire al Cavaliere una somma attorno a 45 milioni di euro.

In particolare la sospensione era stata decisa a partire «dalla mensilità successiva alla pubblicazione della sentenza di scioglimento del matrimonio e quindi dal marzo 2014». Anche la Cassazione ha sottolineato che l’«oggettivo squilibrio» tra le situazioni economiche di Berlusconi e Veronica Lario «non discende dall’impostazione della vita coniugale e familiare» e inoltre l’esclusione del diritto all’assegno di divorzio è dovuto soprattutto «dal fatto, non contestato, della formazione dell’intero patrimonio della ricorrente da parte dell’ex coniuge». L’origine dell’attuale condizione economico patrimoniale della Lario, prosegue l’ordinanza, «induce a ritenere interamente attuato, grazie agli interventi in corso di matrimonio dell’ex coniuge, il riconoscimento della funzione endofamiliare dalla stessa svolta, consentendole di affrontare la fase successiva allo scioglimento del vincolo in condizioni di assoluta agiatezza».