epa09416913 US President Joe Biden delivers remarks on Afghanistan, in the East Room of The White House in Washington, DC , USA, 16 August 2021. EPA/Oliver Contreras / POOL

Il capo della comunicazione della Casa Bianca Kate Bedingfield nel suo briefing con la stampa a proposito delle minacce di Vladimir Putin di far pagare il gas soltanto in rubli ha detto che i contratti sono i contratti e restano validi. “Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è stato chiaro e noi siamo d’accordo con lui”- ha aggiunto. Ma arriva la mossa shock di Joe Biden, che dopo aver varato l’embargo dei prodotti energetici russi, annuncia il rilascio di ben un milione di barili al giorno nei prossimi sei mesi per un totale di 180 milioni di barili, allo scopo di combattere l’inflazione e il caro benzina “causati dall’invasione lanciata da Vladimir Putin”. Per Biden “è il più grande rilascio di riserve petrolifere nella storia”, spiegando che le ulteriori forniture “allevieranno le sofferenze degli americani che pagano le scelte di un dittatore e serviranno “come ponte sino alla fine dell’anno, quando la produzione domestica aumenterà”. Biden era già ricorso alle riserve strategiche, rilasciando 50 milioni di barili in novembre ed altri 30 a inizio marzo, ma con scarsi effetti. Per Biden l’inflazione è il maggiore problema di politica interna perché rischia di mettere in pericolo le elezioni di metà mandato a novembre.  Il presidente ha annunciato anche altre due iniziative sul fronte energetico: da un lato ha sollecitato il Congresso a far pagare multe alle aziende petrolifere che non producono nelle terre federali su cui hanno la licenza, dall’altro ha invocato una legge di guerra degli anni ’50 per garantire la produzione di minerali cruciali (come litio, nickel, cobalto e grafite) necessari per le batterie dei veicoli elettrici.