La presidenza irlandese propone un compromesso da 1.622 miliardi di euro, ridimensionando le richieste della Commissione. Germania, Paesi Bassi e Svezia chiedono ulteriori risparmi, mentre il Parlamento europeo contesta la riduzione degli investimenti. Decisivo il vertice del 15 e 16 ottobre a Bruxelles.
BRUXELLES – Centoquarantuno miliardi di euro in meno per cercare di superare le divisioni tra i Ventisette e arrivare a un’intesa sul futuro finanziario dell’Unione europea. È questa la proposta presentata dalla presidenza irlandese del Consiglio Ue per il bilancio comunitario 2028-2034, un piano che tenta di conciliare le richieste di contenimento della spesa avanzate dai Paesi contributori netti con la necessità di garantire risorse adeguate alle politiche agricole, allo sviluppo regionale e alle nuove sfide strategiche europee.
Il compromesso, presentato il 10 ottobre, riduce di circa l’8% l’impostazione originaria della Commissione europea, portando il Quadro finanziario pluriennale a 1.622 miliardi di euro. Una cifra comunque superiore di circa il 30% rispetto al bilancio ordinario del periodo 2021-2027, secondo i criteri di confronto utilizzati dalla presidenza.
L’obiettivo è raggiungere un accordo politico entro Natale, ma le prime reazioni confermano quanto il negoziato sia ancora complesso. Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca considerano insufficienti i tagli proposti, mentre il Parlamento europeo teme che un ulteriore ridimensionamento comprometta la capacità dell’Unione di affrontare le proprie priorità economiche e geopolitiche.
Il confronto sul prossimo bilancio comunitario nasce da un problema strutturale: l’Europa deve finanziare un numero crescente di obiettivi, ma gli Stati membri non sono concordi sull’entità delle risorse da mettere a disposizione.
La competitività industriale, la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica, la difesa comune, la sicurezza delle frontiere e il sostegno ai partner internazionali richiedono investimenti significativi.
Contemporaneamente, numerosi governi chiedono di non ridimensionare le politiche che hanno tradizionalmente rappresentato i pilastri della spesa europea: la Politica agricola comune e i fondi di coesione, fondamentali per sostenere le imprese agricole e ridurre le disparità economiche tra territori.
La Commissione europea aveva presentato nel luglio 2025 una proposta di bilancio di quasi 2.000 miliardi di euro a prezzi correnti, equivalente a circa 1.763 miliardi a prezzi costanti del 2025.
La presidenza irlandese ha scelto di intervenire soprattutto sulle nuove priorità, cercando di proteggere i settori tradizionali. Il risultato, tuttavia, non convince ancora nessuno dei due schieramenti.