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“Ho avuto modo di apprezzare le tante e importanti iniziative intraprese in questi giorni contro la violenza sui medici. Io penso però che la violenza non debba essere necessariamente fisica. Può diventare più sottile e prendere la forma delle parole, per ferire quasi allo stesso modo («ne uccide più la penna della spada» dice Mozart in “Così fan tutte” riprendendo un antico adagio)” – ha dichiarato Giuseppe Buzzanca Segretario generale della Cisl Medici Alto Adige -.

Proprio ieri una sgradevolissima sorpresa e cioè la comparsa di manifesti in Alto Adige e nei punti strategici delle città, come le fermate dei bus che portano in Ospedale.

Sul manifesto si legge “Il medico non conosceva il tedesco…” [e per questo il paziente è morto, ndr]. Il cartellino attaccato al piede del paziente morto dice “Qui muore il diritto all’uso della madrelingua”. Sotto, in campo rosso è invece scritto “Per capire e ben gestire i pazienti i medici in Alto Adige devono parlare tedesco. Combattiamo per i tuoi diritti”.

La Cisl Medici è, fino a questo momento, l’unico sindacato che abbia pubblicamente censurato questi volgarissimi poster.

Il Presidente FNOMCEO Filippo Anelli è stato prontamente interessato, gli è stata chiesta una presa di posizione in tal senso e lo ha fatto nella colonna di Alto Adige chiedendo l’intervento delle Autorità per la tutela ed il rispetto che si deve alle persone ed alle professioni. Il Presidente della FNOMCEO, considerata la volgarità ed i toni offensivi del manifesto prodotto da una formazione autonomista atesina, sta altresì valutando con i propri legali se sussistono le condizioni per un esposto alla Magistratura.

“Ai colleghi dell’Alto Adige la piena solidarietà della Cisl Medici del Lazio impegnata in una battaglia di civiltà contro le aggressioni che vedono noi camici bianchi in prima linea – dichiara Luciano Cifaldi segretario generale della Cisl Medici Lazio- e bene ha fatto il nostro segretario  dell’Alto Adige a chiedere una convocazione urgente in Provincia per affrontare un tema che appare come una manifestazione di odio”.

@vanessaseffer