Un’operazione giudiziaria senza precedenti ha colpito il cuore della diplomazia europea. La Procura europea (Eppo) ha avviato un’indagine su presunte irregolarità nell’appalto per la nuova Accademia diplomatica dell’Ue, portando al fermo tre figure italiane di primo piano: Federica Mogherini, ex Alto rappresentante dell’Unione, Stefano Sannino, ambasciatore ed ex segretario generale del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), e Cesare Zegretti, dirigente del Collegio d’Europa.

Le accuse ipotizzate dagli inquirenti sono gravi: frode, corruzione, conflitto d’interessi e violazione del segreto professionale. Secondo gli investigatori, il Collegio d’Europa — diretto da Mogherini dal 2020 — potrebbe aver ottenuto in anticipo informazioni riservate sui criteri del bando, ottenendo così un vantaggio competitivo.

L’operazione è scattata all’alba: una decina di agenti in borghese ha fatto irruzione nella sede del Seae, sequestrando documenti e dispositivi informatici. In parallelo sono stati perquisiti edifici privati e controllate le sedi del Collegio d’Europa. I tre fermati si trovano sotto interrogatorio e il giudice deciderà entro 48 ore se convalidare i fermi.

Nel più stretto riserbo istituzionale, la Commissione europea ha dato l’assenso alla revoca dell’immunità di Sannino per consentire l’analisi del suo cellulare. Nessun commento dal fronte Mogherini, mentre il Collegio d’Europa ha assicurato “piena collaborazione” con gli inquirenti.

Il caso ha scosso Bruxelles in un momento delicato, mentre proseguono i negoziati sulla guerra in Ucraina e l’Ue fatica a trovare una linea comune. In Italia Lega e M5S hanno chiesto chiarimenti immediati, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha richiamato al rispetto del garantismo.

Da Mosca e Budapest sono arrivate le critiche più taglienti. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato l’Ue di “ignorare i propri problemi di corruzione”, mentre il governo ungherese ha ironizzato parlando dell’ennesimo “scandalo europeo”, evocando i fantasmi del Qatargate e le recenti ombre sul caso Huawei.