Il senatore leghista Claudio Borghi ha presentato un emendamento per rendere “raccomandati” e non più obbligatori i 12 vaccini per bambini, tra cui quelli contro morbillo, rosolia, parotite e varicella. Attualmente, questi vaccini sono necessari per l’iscrizione alle scuole per l’infanzia. La proposta ha scatenato polemiche e divisioni nel panorama politico.

L’iniziativa di Borghi ha trovato un’accoglienza gelida nel centrodestra e un muro di critiche dalle opposizioni. L’ex ministro della Salute Roberto Speranza ha definito l’emendamento “farneticazioni antiscientifiche”, mentre Beatrice Lorenzin, madre della legge del 2017 che Borghi vuole abolire, ha parlato di “vera e propria follia”. Borghi ha rivendicato la proposta sui social, ricordando che l’obiettivo era stato promesso da Matteo Salvini nel 2018 in nome della “libertà di scelta”.

Borghi sostiene che l’obbligo vaccinale genera rifiuto e che la copertura vaccinale cala con l’imposizione, citando una presunta letteratura scientifica a supporto. Tuttavia, pediatri come Alberto Villani contestano questa tesi, sottolineando l’importanza della copertura vaccinale per malattie come il morbillo e la pertosse, che possono essere letali per i più piccoli non vaccinati.

Nel frattempo, Fratelli d’Italia ha mantenuto il silenzio sulla questione. Raffaele Nevi di Forza Italia ha affermato che il suo partito valuterà la proposta ascoltando la scienza, mentre Maurizio Lupi di Noi Moderati ha definito l’emendamento una “sciocchezza scientifica” con pericolose conseguenze.

Dure le reazioni anche da parte delle opposizioni. Il senatore del PD Filippo Sensi ha attaccato la maggioranza, definendo la proposta una “gara a chi è più di destra”. Francesco Boccia ha parlato di “pericolosa provocazione”, mentre Raffaella Paita di Italia Viva l’ha definita “folle”. Riccardo Magi di +Europa ha criticato la proposta come “da medioevo e pericolosissima”, evidenziando il volto antiscientifico della destra. Anche il M5S, con Andrea Quartini, ha criticato la proposta leghista come “populismo da strapazzo”.

In attesa dell’esame della proposta in commissione Affari sociali al Senato, il dibattito sull’obbligo vaccinale rimane acceso, con la salute pubblica al centro delle discussioni.