Gli investitori si mostrano fortemente nervosi per i rischi di una guerra tra Russia e Ucraina. Sui listini pesa il calo delle banche (-3,6%), delle utility (-2,1%) e dell’energia (-1,5%).

Sul fronte valutario l’euro sul dollaro scende a 1,1311. L’indice d’area stoxx 600 cede il 2,7%. In flessione Francoforte (-3,2%), Parigi (-3,3%), Madrid (-3,1%), Londra (-1,8%). La corsa del petrolio rallenta ma i prezzi restano sui massimi. Il Wti si attesta a 93,30 dollari al barile e il Brent a 94,40 dollari. Il prezzo del gas ad Amsterdam sale a 83,60 euro al Mwh (+7,6%). A Londra sale a 201 penny (+8,1%).

La Borsa di Milano (-3,7%) scivola ancora, in linea con gli altri listini europei con i timori di una guerra in Ucraina. A Piazza Affari pesano le banche e le utility mentre prosegue la corsa del prezzo del petrolio e del gas. Lo spread tra Btp e Bund prosegue a 169 punti, con il rendimento del decennale italiano all’1,90%.

Netto calo per le Borse asiatiche.  Con le frizioni geopolitiche l’attenzione si concentra sul prezzo di gas e petrolio. Negli Stati Uniti il Wti ha sfiorato i 95 dollari al barile, il massimo da settembre 2014, mentre a Londra il Brent ha raggiunto i 95,66 dollari. Si guarda anche dell’inflazione e le prossime mosse delle banche centrali.

In forte flessione Tokyo (-2,23%). Sul mercato dei cambi lo yen continua a rivalutarsi sul dollaro a 115,30, e a 130,90 sull’euro. A contrattazioni ancora in corso in rosso Hong Kong (-1,47%), Shanghai (-1,27%), Shenzhen (-0,88%), Seul (-1,57%) e Mumbai (-2%).