nuove regole per turisti, studenti e lavoratori

Con l’entrata del nuovo anno la Gran Bretagna è ufficialmente fuori dal mercato unico europeo. Ora i rapporti commerciali tra Gran Bretagna e Unione Europea saranno regolati dall’accordo firmato dai leader europei e dal premier britannico Boris Johnson alla vigilia di Natale.

La svolta più immediata riguarderà le regole sugli spostamenti: uno dei fattori determinanti che hanno portato alla scelta del divorzio da Bruxelles nel referendum del 2016.

Da ieri 1 gennaio per viaggiare nel Regno Unito sarà necessario il passaporto (senza visto) e restarci fino a tre mesi. Per un periodo più lungo, nel caso in cui si intenda soggiornare per ragioni di lavoro o di studio, occorreranno invece visti analoghi a quelli richiesti attualmente agli stranieri non comunitari.

Inoltre per limitare gli ingressi, anche dall’Ue, vengono introdotte liste di priorità legate al possesso di un contratto di lavoro già garantito, con un salario minimo annuo lordo da 25.600 sterline.

Quanto a coloro che sono già residenti sull’isola (circa 4 milioni di europei, di cui oltre 700.000 italiani), il mantenimento dei diritti pre Brexit resta soggetto all’iscrizione, al più tardi entro giugno 2021, nel registro del cosiddetto ‘Eu Settlement Scheme’, istituito in forma digitale presso l’Home Office a tutela di un trattamento equiparato a quello dei cittadini britannici.

I giovani che sognano Oxford e Cambridge pagheranno una retta piena, al pari degli extracomunitari, che a seconda degli atenei può arrivare fino all’equivalente di oltre 30.000 euro per anno accademico.

Inoltre la Gran Bretagna esce dal programma Erasmus di scambi fra studenti europei, considerato troppo oneroso dal governo di Boris Johnson e utilizzato finora più dai ragazzi continentali per periodi di studio sull’isola che non dai giovani britannici attratti dagli atenei dei Paesi Ue. Un programma che Londra ha annunciato di voler sostituire con un nuovo schema di scambi globali, allargato agli atenei americani o asiatici.

Infine c’è la questione del roaming telefonico che riguarda soprattutto chi vorrà recarsi nel Regno Unito per turismo. Fino al 31 dicembre i cittadini italiani hanno potuto usare i loro piani tariffari come se fossero in Italia grazie ad una legge europea entrata in vigore tre anni fa. Con la Brexit le cose cambiano e chi possiede sim italiane dovrà fare riferimento al proprio operatore telefonico circa gli addebiti roaming.