E’ andato in fiamme un deposito di petrolio a Belgorod, in Russia. Mosca non ha dubbi, è stato un raid effettuato da elicotteri ucraini, un raid che “peserà sui colloqui di pace”.  Secondo le autorità locali, infatti, è stato provocato da due elicotteri ucraini che hanno attraversato il confine a bassa quota colpendo un impianto di stoccaggio del carburante della compagnia petrolifera statale Rosneft. Kiev inizialmente ha smentito il suo coinvolgimento diverse ore dopo. Otto serbatoi sono andati in fiamme ed è servito tutto il giorno ai vigili del fuoco per domarle. Tutti i residenti della zona sono stati evacuati. La Casa Bianca, da parte sua, non ha commentato le accuse del Cremlino contro Kiev per l’attacco contro un deposito di carburante a Belgorod, mantenendo la sua attenzione su Mosca, accusando Vladimir Putin per aver “iniziato questa guerra” ed elogiando la resistenza degli ucraini contro la “brutalita’ russa non provocata”. Intanto a Chernhiv è stato distrutto l’ospedale oncologico di Chernihi.