Paolo Signorelli, capo dell’ufficio stampa del Ministero dell’Agricoltura Lollobrigida, è al centro di una bufera politica dopo la pubblicazione di chat compromettenti con Fabrizio Piscicelli, noto come “Diabolik”, estremista di destra e trafficante di droga assassinato a Roma nel 2019. Le conversazioni, datate tra il 2018 e il 2019, contengono frasi neofasciste e antisemite, suscitando richieste di dimissioni da parte delle opposizioni.

Le chat, pubblicate da La Repubblica, mostrano Signorelli e Piscicelli scambiarsi commenti antisemiti e lodi ai terroristi neri. In un messaggio, Signorelli si riferisce al giornalista Gad Lerner in termini offensivi, mentre in un altro esprime soddisfazione per l’assoluzione di Elvis Demce, noto criminale romano.

Il caso esplode a poche ore dalle elezioni europee, con Matteo Salvini che commenta: “Se uno è antisemita è un cretino”. Nel frattempo, Signorelli si è autosospeso dal suo incarico, dichiarando che quei contenuti sono “distanti dal suo pensiero” e di “non ricordarli”. La mossa è stata probabilmente concordata con il ministro Francesco Lollobrigida e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Le opposizioni, guidate dal PD, insistono per le dimissioni immediate di Signorelli e chiedono l’intervento della commissione Antimafia. Avs chiede inoltre che Lollobrigida riferisca in Aula. Giovanni Donzelli, dirigente di FdI, minimizza l’accaduto, definendolo una “polemica della sinistra” basata su chat private risalenti a un periodo in cui Signorelli non lavorava per loro.

L’ANPI esprime preoccupazione per il crescente sentimento fascisteggiante e antisemita, mentre Gad Lerner invita alla diffidenza verso certi “nuovi amici”. In attesa di chiarimenti, l’autosospensione di Signorelli non sembra placare le richieste di un intervento più deciso.