LA POLITICA/ Prende forza l’ipotesi di anticipare il voto. La recrudescenza del virus suggerirebbe di bruciare le tappe e di andare al voto prima possibile, entro settembre. Ma il centrodestra non  è d’accordo e soprattutto Salvini chiede la data del 10 ottobre e pensa al suo referendum

 

Di Cristina Polillo

 

 

E’ decisamente complicato mettere tutto d’accordo, la pandemia suggerirebbe di anticipare il più possibile il voto calabrese, i partiti sono divisi, il centro destra comunque frena.  Il fatto è che il comitato tecnico scientifico, che prevede proprio per ottobre un significativo aumento dei contagi, l’estate sarà dura per tutti e non si sa come si arriverà all’autunno. La parola definitiva spetterà al ministro Luciana Lamorgese che recepirà le raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico.

In ogni caso se la competenza per le elezioni comunali rimane in capo al Ministero, le Regionali che sono indette dal Presidente della Regione – nel caso calabrese dal facente funzioni Nino Spirlì – d’intesa con il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro.

Sul piano politico la presa di posizione più forte è quella del leader del Carroccio: «Si vota il 10 ottobre, fare le elezioni a settembre significa raccogliere le firme ad agosto, non scherziamo». In realtà, Salvini vorrebbe giocarsi fino in fondo la partita del referendum sulla giustizia e l’orizzonte ideale per lui sarebbe proprio ottobre.

Se l’ipotesi di anticipare a settembre si concretizzasse, il ministro Lamorgese dovrebbe licenziare il decreto entro la prossima settimana essendo sessanta i giorni a sua disposizione prima del voto. Resta da capire se il presidente facente funzioni Nino Spirlì vorrà assumersi la responsabilità di confermare con proprio decreto la data del 10 ottobre per le regionali calabresi. Siamo tutti con il fiato sospeso.