A pochi giorni dalla conclusione della campagna elettorale, le polemiche sul 2 giugno infiammano il dibattito tra i partiti. La premier Giorgia Meloni interviene dopo gli attacchi della Lega al presidente della Repubblica, sottolineando che “manca di rispetto a Mattarella chi lo vuole tirare nelle beghe della politica.” Le sue parole sono rivolte principalmente al PD, che aveva manifestato contro il Premierato e in difesa del ruolo del Quirinale durante la Festa della Repubblica.

Meloni sostiene che la riforma del Premierato sia al centro di una strategia che mira a creare divergenze tra il governo e il Colle, accusando i partiti di opposizione di nascondersi dietro il ruolo del capo dello Stato. Nel frattempo, cerca di contenere le tensioni nella Lega, generate dalle critiche del senatore Claudio Borghi e del leader Matteo Salvini a Mattarella e alla sovranità europea. Meloni esprime soddisfazione per il chiarimento di Salvini, che ha riconfermato il rispetto per il presidente della Repubblica.
Ignazio La Russa, presidente del Senato, definisce “inopportuna” l’uscita di Borghi, mentre Forza Italia e Noi Moderati condividono questa posizione. Salvini minimizza le polemiche, affermando che non vi è alcun conflitto con Mattarella e che non ha ricevuto pressioni da Meloni per abbassare i toni. Borghi, tuttavia, non ritratta le sue dichiarazioni e continua a difendere la “sovranità italiana.”
Il generale Roberto Vannacci interviene sulla questione, affermando che il ruolo del capo dello Stato è garantire la Costituzione e che le decisioni politiche spettano a governo e Parlamento. Vannacci suscita ulteriori polemiche evocando la Decima Mas, un’unità militare attiva durante il fascismo. Anche la sottosegretaria Pina Castiello richiama la Decima in un video, suscitando indignazione dalle opposizioni, con il PD che ne chiede le dimissioni.
Il presidente del PD Stefano Bonaccini paragona Vannacci e Borghi alla destra di Afd, mentre la segretaria Elly Schlein critica Salvini per difendere l’indifendibile. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, definisce l’attacco di Borghi “indegno e scomposto,” mentre Carlo Calenda di Azione accusa la Lega di “cialtroneria.”
Si diffondono voci su un possibile ruolo da commissario europeo per Giancarlo Giorgetti, ma lui stesso, insieme a Meloni e Salvini, smentisce tali speculazioni, affermando di avere ancora molto lavoro da fare in Italia.