Nonostante i prezzi abbiano perso il 20% negli ultimi due mesi, gli acquisti dei tradizionali zamponi e cotechini per le feste di fine anno sono calati. Lo fa sapere la Cia-Agricoltori Italiani, che stima 2 milioni di chili di prodotto in meno sulle tavole rispetto ai 6 milioni consumati nello stesso periodo dello scorso anno. C’è stata una diminuzione dei ritiri di carne suina negli allevamenti da parte dell’industria, un ennesimo colpo che conferma la grave crisi della filiera con cali fino al 18%. Secondo Cia, la contrazione dei consumi degli insaccati precotti è dovuta anche alle misure imposte dal governo per contrastare la pandemia, che ha bandito la possibilità di organizzare veglioni di fine anno. La  contrazione dei prezzi, fa sapere Cia, è causata in parte alla saturazione del mercato europeo, con il mancato export in Cina delle carni tedesche dopo i casi di peste suina nei cinghiali in Sassonia. Nonostante la diffusa credenza, non si tratta di prodotti particolarmente grassi, anche perché la cottura di zamponi e cotechini favorisce il calo della parte lipidica: 100 grammi contengono le stesse calorie di 1 etto di mortadella e meno della stessa quantità di salame, con un buon apporto proteico fornito dalla cotica, oltre a ferro, zinco e vitamine B. Due prodotti che, ricorda infine Cia, sono fatti della stessa sostanza: carne di maiale magra e grassa, macinata e unita poi a cotenna di maiale e tritata. La differenza è data solamente dall’involucro: la zampa di maiale anteriore per lo zampone, il budello per il cotechino.

(Fonte Ansa)