Benzina e diesel arretrano dopo il tetto introdotto da Eni e l’adesione di Ip. Dal primo ottobre arriva anche Q8. Sul fronte energia Plenitude annuncia nuovi sconti, mentre Arera prevede un forte aumento della luce per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela.
Dopo settimane di rincari, il mercato dell’energia in Italia entra in una nuova fase segnata da prezzi dei carburanti in discesa, tetti volontari alla pompa e una crescente competizione tra i grandi operatori anche sulle bollette di luce e gas.
A due giorni dall’avvio del price cap introdotto da Eni sulla rete Enilive, i dati ufficiali mostrano un’accelerazione del ribasso di benzina e gasolio. Parallelamente, il gruppo energetico rilancia sul mercato domestico attraverso Plenitude, con un’offerta che promette una riduzione dei corrispettivi di luce e gas. Una mossa alla quale Enel e A2A rispondono rivendicando iniziative già presenti da mesi nei propri portafogli commerciali.
Il quadro resta però complesso. Da un lato aumentano le promozioni a favore dei consumatori; dall’altro Arera segnala per il quarto trimestre del 2026 un forte aumento della bolletta elettrica per i circa tre milioni di clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela.
Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 29 settembre il prezzo medio nazionale in modalità self service è sceso a 2,126 euro al litro per la benzina e a 2,335 euro per il gasolio. Il giorno precedente erano rispettivamente 2,152 e 2,369 euro.
Ancora più evidente il movimento sulle autostrade: la benzina self è scesa a 2,180 euro al litro, mentre il diesel è arrivato a 2,383 euro. Domenica 27 settembre erano rispettivamente a 2,254 e 2,459 euro. In due giorni il ribasso è quindi nell’ordine di 7,4 centesimi per la benzina e 7,6 centesimi per il gasolio.
La discesa coincide con l’entrata in vigore del tetto deciso da Eni: dal 28 settembre, per un primo periodo di 30 giorni, sulla rete interessata di Enilive il prezzo massimo è fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel. Eni ha indicato anche la possibilità di estendere l’iniziativa fino alla fine dell’anno, in funzione dell’andamento dei mercati e delle condizioni di approvvigionamento. L’iniziativa non è rimasta isolata.
Socar, che controlla Italiana Petroli, ha deciso di introdurre progressivamente prezzi calmierati sulla rete Ip. Il progetto è partito da circa 300 impianti, con l’obiettivo dichiarato di estendere gradualmente la misura sulla base delle condizioni delle diverse aree di mercato.
Dal 1° ottobre entrerà in campo anche Q8 Italia. La società ha annunciato un price cap su benzina e gasolio valido per 30 giorni, applicato con un sistema definito “modulare”. L’azienda ha spiegato di avere aderito all’invito del governo a intervenire per attenuare l’impatto dei rincari sui consumatori.
La diffusione delle iniziative dei tre grandi operatori potrebbe quindi incidere in modo significativo su una parte rilevante della rete italiana, anche se modalità, numero di distributori coinvolti e prezzi effettivi possono differire da compagnia a compagnia.
La competizione si sposta intanto dai distributori alle utenze domestiche.
Attraverso Plenitude, Eni ha annunciato una nuova iniziativa per luce e gas che dovrebbe partire il 1° ottobre e riguardare i clienti che aderiranno entro il 24 ottobre. La proposta prevede uno sconto del 30% sui corrispettivi di luce e gas rispetto alla principale offerta a prezzo fisso dell’operatore, con condizioni economiche bloccate per due anni.
Secondo le stime comunicate dall’azienda, il beneficio può tradursi indicativamente in un risparmio nell’ordine di 100 euro l’anno per la luce e altrettanti per il gas, anche se il vantaggio effettivo dipende dai consumi, dalle condizioni contrattuali e dalle altre componenti della bolletta.
L’iniziativa si inserisce nel programma “Eni per l’Italia”, attraverso il quale il gruppo sta concentrando una parte delle proprie misure sul contenimento della spesa energetica di famiglie e imprese. L’annuncio ha immediatamente riacceso il confronto tra i maggiori operatori.
Enel ha rivendicato una propria offerta a prezzo fisso già presente sul mercato da aprile, sostenendo che le condizioni applicate consentano un risparmio significativo rispetto agli attuali livelli dei mercati all’ingrosso.
A2A ha invece richiamato il progetto Noi2, lanciato nel 2023 e ancora disponibile. L’offerta permette di fissare per dieci anni il prezzo relativo a una quota pari al 70% dei consumi elettrici dell’anno precedente; il restante 30% viene valorizzato in base al PUN, con l’aggiunta del contributo previsto dal contratto. L’energia è associata alla produzione da fonti rinnovabili.
Il modello A2A è dunque diverso da un tradizionale contratto integralmente a prezzo fisso: la protezione decennale riguarda soltanto una parte prestabilita dei consumi.
Mentre le società energetiche moltiplicano le offerte commerciali, dal mercato tutelato arriva però un segnale di segno opposto.
Arera ha annunciato che nel quarto trimestre del 2026 la bolletta elettrica del cliente tipo vulnerabile servito in Maggior Tutela aumenterà del 37,3% rispetto al trimestre precedente. La variazione interessa esclusivamente i circa tre milioni di clienti vulnerabili che si trovano ancora in questo regime.
L’Autorità collega l’incremento soprattutto all’aumento dei costi di approvvigionamento dell’energia elettrica e alle aspettative di crescita del prezzo all’ingrosso nel trimestre autunnale, in un contesto internazionale ancora caratterizzato da forte instabilità.
Il dato è particolarmente significativo perché arriva dopo una prima parte dell’anno già condizionata dalle tensioni sui mercati: nel secondo trimestre Arera aveva disposto un aumento dell’8,1% per gli stessi clienti vulnerabili, citando l’effetto dei prezzi internazionali e delle tensioni geopolitiche.
L’allargamento dei tetti volontari sta però creando tensioni all’interno della filiera della distribuzione.
Assopetroli-Assoenergia, che rappresenta anche numerose cosiddette “pompe bianche” e operatori indipendenti, ha accolto favorevolmente gli interventi di Eni e Ip ma ha chiesto che il meccanismo venga esteso anche alle vendite all’ingrosso.
Il rischio segnalato dall’associazione è che le grandi compagnie verticalmente integrate possano sostenere sconti difficilmente replicabili dagli operatori che acquistano il carburante sul mercato extrarete. Ciò potrebbe produrre, secondo Assopetroli, una distorsione delle condizioni concorrenziali.
Anche le associazioni dei gestori hanno chiesto garanzie affinché il costo delle promozioni non ricada sui margini delle singole stazioni di servizio.
Tra i settori che chiedono interventi più estesi c’è soprattutto l’autotrasporto.
Molte imprese acquistano infatti gasolio attraverso circuiti all’ingrosso o extrarete e rischiano quindi di non beneficiare direttamente degli sconti applicati nelle normali stazioni di servizio.
La tensione è particolarmente forte in Sicilia. Il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato un fermo dei mezzi dal 16 al 20 ottobre, lamentando l’aumento dei costi del carburante e il mancato riscontro ad alcune richieste rivolte al governo nazionale.
Assopetroli ha per questo chiesto un confronto con l’esecutivo affinché eventuali forme di calmierazione siano applicate lungo l’intera filiera e non soltanto alla vendita finale alla pompa.
Sul tavolo rimane infine la politica fiscale.
Il taglio delle accise sul gasolio era già stato dimezzato, passando da 12,2 a 6,1 centesimi, contribuendo nei giorni precedenti a una nuova risalita dei prezzi alla pompa.
Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha indicato la volontà del governo di continuare a intervenire anche dopo l’attuale scadenza, richiamando il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che consente di modulare l’imposizione in relazione alle condizioni del mercato. Le decisioni definitive resteranno tuttavia legate all’evoluzione del quadro internazionale e dei prezzi energetici. Il quadro che emerge è quindi caratterizzato da due tendenze contrapposte.
Alla pompa, la concorrenza tra i grandi operatori e i tetti volontari stanno producendo una prima riduzione dei prezzi medi. Sul mercato dell’elettricità e del gas, invece, gli operatori cercano di proteggere i clienti dalle oscillazioni con offerte a prezzo fisso o parzialmente indicizzato, proprio mentre le quotazioni all’ingrosso continuano a esercitare pressioni sulle bollette.
Le prossime settimane serviranno a capire se il ribasso dei carburanti riuscirà a consolidarsi e ad allargarsi alla maggior parte della rete oppure se resterà concentrato sugli impianti delle grandi compagnie. Per famiglie e imprese, intanto, il vero banco di prova sarà l’autunno: tra rinnovo degli aiuti, andamento delle accise e nuove tariffe dell’energia, il costo delle forniture resta uno dei principali fronti aperti dell’economia italiana.










