Il sovraffollamento delle carceri italiane è un problema che si è accumulato nel corso di decenni e non può essere risolto rapidamente. Così ha affermato Carlo Nordio, ministro della Giustizia, durante il suo intervento in remoto alla manifestazione Taobuk di Taormina.

Nordio ha escluso l’ipotesi dell’indulto, definendolo una resa dello Stato, e ha invece proposto l’adozione di pene alternative e forme di espiazione della pena in comunità, specialmente per i tossicodipendenti, considerati malati più che criminali. Ha inoltre sottolineato che, poiché gli stranieri rappresentano la metà dei detenuti, far scontare loro la pena nei Paesi di origine potrebbe alleviare significativamente il problema del sovraffollamento.

In merito alla lotta alla mafia, Nordio ha risposto alle critiche di Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro, affermando che il governo ha dimostrato inflessibilità nel mantenere il 41 bis e ha potenziato le risorse per la lotta alla criminalità organizzata. Tuttavia, ha riconosciuto che la mafia possiede sistemi di comunicazione che lo Stato non è ancora in grado di controllare completamente.