La villa di Sacrofano di Massimo Carminati, il principale imputato nei processi su Mafia Capitale, è stata assegnata alla Asl Roma 4 in comodato d’uso. La Asl vi realizzerà un centro diurno per famiglie con membri affetti da autismo. Carminati ci ha vissuto con la moglie per cinque anni. Proprio nei dintorni della villa fu arrestato al termine delle indagini sul ‘Mondo di Mezzo’

di Enrico Tata

Firmato l’accordo con il comune di Sacrofano: la villa di Massimo Carminati, condannato per associazione a delinquere nell’inchiesta su Mafia Capitale, sarà sede di una Asl. In particolare la asl Roma 4 la trasformerà in un centro diurno per i disturbi del comportamento. L’immobile è stato ristrutturato grazie a un finanziamento della Regione Lazio e la Asl ha ottenuto in comodato d’uso per vent’anni l’utilizzo della struttura di via Monte Cappelletto 12. Carminati ci ha vissuto con la moglie per cinque anni dopo averla acquistata dal commercialista Marco Iannilli. In pratica aveva ceduto la villa a Carminati in cambio della sua protezione dalle minacce dell’imprenditore Gennaro Mokbel che rivoleva indietro 7 milioni di euro investiti in un affare con il commercialista. Il 3 ottobre 2019 il Comune di Sacrofano è entrato in possesso della villa dopo l’assegnazione da parte dell’ANBSC (Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati) e il 9 novembre scorso è stata affidata ufficialmente alla Asl Roma 4, che lì realizzerà un centro diurno per famiglie di pazienti affetti da autismo. L’accordo è stato firmato presso la sede di Civitavecchia della Asl Roma 4 con le firme sul contratto di comodato d’uso della villa apposte dalla sindaca del comune di Sacrofano, Patrizia Nicolini, e dal direttore generale Giuseppe Quintavalle della Asl Roma 4. Presente anche l’Assessore all’Urbanistica e al Patrimonio del Comune di Sacrofano, Marco Ferrazzi, che ha seguito l’intero iter. “Per Sacrofano è un giorno importante perché con questa firma recuperiamo, per la società, un bene che ci è stato assegnato dopo essere stato confiscato e lo mettiamo a disposizione delle fasce più vulnerabili della cittadinanza, non solo del nostro Comune ma di tutto il territorio del distretto sanitario. La sinergia tra le Istituzioni è stata fondamentale per il raggiungimento di questo importante risultato”, ha dichiarato la sindaca Nicolini.

  1. Carminati e il processo d’appello bis
  2. Carminati, scarcerato dopo cinque anni e sette mesi di reclusione, attualmente è imputato nel processo d’appello bis nell’ambito del processo su Mafia Capitale. L’ex Nar era stato condannato a 14 anni e 6 mesi di reclusione, ma la Corte di Cassazione con la sua sentenza aveva fatto cadere l’accusa di associazione mafiosa e aveva disposto un nuovo processo in Corte d’Appello. Secondo i giudici, “senza affatto negare che sul territorio del comune di Roma possano esistere fenomeni criminali mafiosi,  i risultati probatori hanno portato a negare l’esistenza di una associazione per delinquere di stampo mafioso: non sono stati infatti evidenziati né l’utilizzo del metodo mafioso, né l’esistenza del conseguente assoggettamento omertoso ed è stato escluso che l’associazione possedesse una propria e autonoma ‘fama’ criminale mafiosa”.