Con l’avvicinarsi dei ponti di primavera, milioni di italiani si preparano a viaggiare, ma i prezzi record della benzina stanno suscitando preoccupazione tra i consumatori. In molti distributori del Belpaese, sia in autostrada che in città, il costo della benzina ha superato i 2,5 euro al litro al servito, con le tasse che rappresentano una fetta significativa del prezzo.

Secondo il Codacons, i prezzi della benzina e del gasolio sono saliti sensibilmente, con il litro di benzina che si attesta a 2,053 euro al self e 1,953 euro al servito. L’associazione ha segnalato prezzi sopra i 2,5 euro al litro in diverse località, tra cui sulla A21 Piacenza-Brescia e in provincia di Alessandria. Anche in alcune città come Benevento e Modena, i prezzi hanno superato questa soglia.

Nonostante il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sottolinei che ci sono molti distributori con prezzi inferiori alla media nazionale, il Codacons insiste sulla necessità di ridurre le accise sui carburanti da parte del governo per alleviare il caro-benzina.

Il Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) ha evidenziato che in Italia più di un euro per litro di benzina va alle tasse, rappresentando il 56,4% del prezzo totale. Questa tassazione è superiore alla media europea, con l’Italia che guadagna quasi 3,2 miliardi di euro al mese dalla tassazione sui carburanti.

Il presidente del comitato scientifico Crc, Furio Truzzi, ha avvertito che i prezzi elevati della benzina possono influenzare negativamente i consumi delle famiglie e danneggiare l’economia nazionale. Pertanto, il governo è sollecitato a considerare gli effetti indiretti del caro-benzina e ad agire per ridurre la pressione fiscale sui carburanti.